Il 10 maggio un appuntamento importante per salvaguardare il diritto alla mobilità dei cittadini.

(ASI)  Il TAR di Torino ha finalmente fissato la data prima udienza rispetto al ricorso presentato da Federconsumatori e Comitato Pendolari Alta Velocita in data 11 -7-2016 contro l’Autorità dei Trasporti in merito al dispositivo che l’Autorità aveva emanato in riferimento ai pendolari che usufruiscono dell’Alta velocità. Tale ricorso è nato grazie al lavoro svolto da diversi comitati, confluiti poi in uno unico e che, vogliamo ricordare a tutti ma in particolare a Trenitalia a Italo e all’Autorità dei trasporti, è stato promosso e sostenuto tramite donazioni volontarie da parte di moltissimi pendolari che si sono autotassati per permettere la costruzione del ricorso e per poterlo sostenere economicamente.

In una società che sempre di più fa della litigiosità e della prevaricazione del forte sul debole un valore, un gruppo di persone individuate come “rompiscatole”, come “inutili zavorre” in quanto giudicate antieconomiche per le due società, ha avuto la capacità di trovare un percorso solidale tra di loro ed avviare assieme alla Federconsumatori una azione che è la prima nel suo genere nel nostro Paese. Purtroppo ragionare sulla Class Action è, in Italia, non solo un’utopia, ma anche una sonora presa in giro stando alle normative attuali.

Avremmo preferito che le forze politiche che hanno sostenuto le ragioni dei pendolari e della Federconsumatori, in particolare con le varie mozioni presentate al Parlamento, avessero ottenuto da parte del Ministro Delrio e del Governo rassicurazioni e impegni precisi. Impegni tesi a mantenere il diritto degli abbonamenti e percorsi di economicità dei biglietti stessi che garantissero il diritto a viaggiare con costi che assicurino la sostenibilità del viaggiare (non per diletto, ma per lavoro). In tal modo i due gestori Trenitalia e Italo sarebbero posti di fronte a posizioni di garanzia per chi viaggia in abbonamento, costretti a riconoscere, per una fascia di orari, che anche l’alta velocità fa parte del diritto universale. Ci auguriamo che questa data non lontana porti finalmente il Governo ad istituire quel tavolo tecnico tra gestori dell’alta velocità, Federconsumatori, Comitato Nazionale Pendolari Alta Velocità per ricercare e trovare soluzioni che tengano conto dei pendolari e delle loro giuste esigenze.

Chiediamo quindi ai parlamentari di Camera e Senato della Commissione trasporti, che erano presenti all’iniziativa pubblica del 31 gennaio, di fare un ulteriore passo avanti, che permetta la ricerca di una soluzione politica condivisa tra i vari soggetti interessati. Sarebbe veramente un progresso notevole che segnerebbe un mutamento di sensibilità da parte di chi governa: sempre, quando un soggetto debole (in questo caso i pendolari) si rivolge alla magistratura per cercare di salvaguardare i propri diritti, per chi governa è una sconfitta.

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