Il 22 dicembre manifestazione in Piazza Montecitorio per cambiare la legge

(ASI) "Le attuali normative vigenti concernenti l’uccisione e maltrattamento degli animali prevedono pene inferiori ai tre anni pertanto chi si renderà responsabile di tali delitti mai varcherà la soglia del carcere

Visto che le tematiche sugli animali d’affezione coinvolgono oltre l’80% della popolazione italiana numerosi parlamentari di ogni schieramento politico si ergono a paladini degli animali preannunciando ddl volti a tal senso di fatto però l'attuale legge, ormai inadeguata e non armonizzata ai parametri comunitari, non viene modificata. E' solo propaganda politica, è soltanto una farsa. Sappiamo bene che la base dei partiti tutela le industrie, le filiere e gli esercizi commerciali che fanno profitto con il commercio di animali e tutte le Amministrazioni locali con la gestione dei canili comunali. Se dovessero inasprire le pene molti loro amici sindaci, assessori ed imprenditori rischierebbero seriamente di andare in galera. C'è un business inimmaginabile dietro il commercio di animali dall'alimentazione alla sperimentazione animale dalla vendita di animali d'affezione ai canili lager che non intendono fermare unicamente per il profitto. - dichiara il presidente del Partito Animalista Europeo, Stefano Fuccelli - L’uccisione ed il maltrattamento di animali compiuti con coscienza e volontà dovranno essere equiparati quanto meno al reato di omicidio colposo aggravato dall’aver agito con colpa cosciente. Allo stato attuale la Legge italiana punisce con la galera un borseggiatore e lascia libero chi uccide un cane. Di fatto il legislatore considera più importante una borsetta piuttosto che un animale. In virtù dell’Art. 13, Titolo II, del Trattato di Lisbona concernente il Trattato sull’Unione Europea ed il Trattato sul funzionamento dell’Unione Europea, “..., l’Unione e gli Stati membri tengono pienamente conto delle esigenze in materia di benessere degli animali in quanto esseri senzienti,” ratificato dall’Italia con Legge n. 130 del 2 agosto 2008 chiediamo a tutti i capigruppo parlamentari di volere inserire nell’agenda politica, tra le priorità, la discussione di questa legge ormai inadeguata e considerata ingiusta dall’opinione pubblica. Questo è il motivo di una mobilitazione nazionale a Roma giovedì 22 dicembre ore 14:30 in piazza di Montecitorio , davanti il Parlamento italiano, che vedrà la partecipazione di liberi cittadini, associazioni e movimenti spontanei provenienti da tutta Italia".

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