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Politica Nazionale

Amianto, M5S: “smaltimento all’anno zero. Intervenire subito in stabilita'"

Di Redazione ASI 17 Ottobre 2016 – 17:59 3 min di lettura

(ASI) Roma, Poche, pochissime discariche in Italia e troppe, troppe leggi a disciplinare una materia delicata e pericolosa: la bonifica e lo smaltimento dell’amianto.
È quanto emerge dal convegno “Smaltimento dell'amianto, stato dell'arte e nuove tecnologie” che, presso la Camera dei Deputati (Sala della Regina) ha messo insieme per la prima volta le voci dei tecnici e quelle dei politici per trovare le nuove e più moderne soluzioni tecnologiche al problema.


Organizzato dal Movimento 5 Stelle con la presenza dei portavoce Luigi Di Maio (vicepresidente della Camera dei Deputati) e Alberto Zolezzi (Commissione Ambiente e Commissione bicamerale per il ciclo dei rifiuti), ha fatto il punto dello stato dell’arte e proposto soluzioni concrete.

La metà delle regioni italiane non ha neppure una discarica per amianto e ogni anno oltre 250.000 tonnellate di materiale contenente amianto viaggiano verso Germania e altre nazioni, con costi superiori alla realizzazione di siti di discarica a filiera corta e controllata. Un business da cento milioni di euro l’anno consegnato all’estero. I costi per la realizzazione di almeno una discarica in aree e condizioni costruttive adeguate per ogni regione sono irrisori rispetto al costo per i trasporti transfrontalieri. Non solo: «Ci sono più di 400 leggi sul trattamento dell’amianto tra nazionali e regionali. Una millefoglie legislativa – ha sottolineato il vicepresidente della Camera Luigi Di Maio – che crea difficoltà agli operatori. Proliferazione legislativa non coincide con la risoluzione del problema. Serve un fondo dedicato allo smaltimento, con risorse mirate e dedicate, e bisogna inserire tra gli sgravi degli ecobonus anche la bonifica degli edifici con amianto e sappiamo che su questo c’è stata un’apertura del governo».
«Chiudere la filiera deve essere la priorità – ha spiegato Zolezzi – servono discariche su basi regionali. Servono 100 milioni per il trasporto all’estero e 10 per costruire la disarica a Casale Monferrato, per esempio».
«In Stabilità proporremo la defiscalizzazione del 65% per interventi di bonifica, un fondo per la mappatura e l’introduzione dei libretto dell’amianto per i fabbricati, oltre a un fondo stabile perlo smaltimento di amianto».

Per la dirigente del ministero dell’Ambiente Laura D’Aprile (direzione bonifiche), tutte le regioni hanno fornito dati sulla mappatura, anche se con numerose disomogeneità di dati. «La Puglia ad esempio non ha terminato il procedimento mentre in Piemonte c’è una mappatura precisa e dettagliata», spiega.
Notizie aggiornate anche sul fondo da 17 milioni previsto per tre anni (2016-18). I fondi del 2016 saranno spalmati sul 2017 perché ritardi accumulati.
Da Casale Monferrato l’appello al governo: «Serve svincolare i fondi spesi per la rimozione dell’amianto dai bilanci – ha detto Titti Palazzoli, sindaco di Casale Monferrato, l’epicentro di Eternit in Italia – nel 2015 senza vincoli di equilibrio di bilancio abbiamo bonificato il triplo degli altri anni, quest’anno abbiamo dovuto rallentare. Chiediamo che la politica ci sostenga in questa battaglia».

Se la discarica resta il metodo principale di smaltimento, si fanno avanti nuove tecnologie che vedono gli scienziati italiani protagonisti. Il Prof. Norberto Roveri ha presentato il suo metodo di inertizzazione chimica con siero di latte, per il quale è aperto un procedimento di Valutazione di impatto ambientale. Dalla dottoressa Cristina Leonelli, dell’Università di Modena e Reggio Emilia arriva l’Inertizzazione definitiva dei rifiuti con asbesto tramite riscaldamento a microonde mentre la ditta francese Inertam attraverso il dottor Fabrizio Protti ha parlato dell’aggiornamento sul metodo di inertizzazione dell’amianto con torcia al plasma e il trattamento dei rifiuti di amianto particolari e problematici, una tecnica sperimentata da molti anni.

Nota della Redazione

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