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Politica Nazionale

Crisi, Coldiretti: "-42% prezzi grano, blitz di migliaia agricoltori"

Di Redazione ASI 20 Luglio 2016 – 06:33 4 min di lettura

Granomanifestazione(ASI) "Dopo il crollo dei prezzi del 42% a luglio rispetto allo scorso anno sono già migliaia gli agricoltori giunti dalle diverse regioni nella Capitale per difendere il grano italiano dalle speculazioni che colpiscono la coltivazione piu’ diffusa sul territorio nazionale con la strage di centinaia di migliaia di aziende, la desertificazione di milioni di ettari di terreno e la messa in pericolo per il futuro di prodotti simbolo del Made in Italy come la pasta e il pane.

Il pezzo del grano duro nella seconda settimana di luglio in piena trebbiatura è sceso del 42% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, secondo le elaborazioni Coldiretti su dati Ismea che evidenziano una situazione insostenibile nelle campagne e che ha fatto scoppiare #laguerradelgrano. Alcune delegazioni hanno viaggiato la notte per giungere davanti al Ministero delle Politiche Agricole in via Venti Settembre XX dove è stato convocato dal Ministro Maurizio Martina il tavolo nazionale della filiera, dai campi all’industria fino alla distribuzione commerciale. Per la “guerra del grano” sono già arrivati agricoltori dalla Basilicata, Campania, Molise, Abruzzo, Lazio, Umbria, Toscana, Piemonte, Sardegna, Calabria; Marche e Puglia insieme al presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo. Sono stati appesi striscioni “No grano no pasta”, “Stop alle speculazioni”, “Chi attacca il Made in Italy attacca l’Italia” e “Il giusto pane quotidiano” ma c’è anche una curiosa bilancia con 15 chili di grano ed uno di pane; così tanto grano infatti deve essere venduto dagli agricoltori per comprarsi un chilo di pane. Sono stati anche preparati sacchetti di grano da 5 chili che equivalgono al valore di un euro con i quali gli agricoltori hanno annunciato di voler fare la spesa nei locali circostanti". E' quanto dichiara la Coldiretti:

 

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CRISI: COLDIRETTI, SPECULAZIONE SU GRANO ROVINA 300MILA AZIENDE

(ASI) Le speculazioni che si spostano dalle banche ai metalli preziosi come l’oro fino ai prodotti agricoli hanno fatto crollare il prezzo del grano su valori che sono inferiori a quelli di 30 anni fa provocando una crisi senza precedenti. E’ quanto emerge dal Dossier preparato dalla Coldiretti per la “guerra del grano” con il blitz di migliaia agricoltori nella Capitale davanti al Ministero delle Politiche Agricole in via Venti Settembre XX.

Le quotazioni dei prodotti agricoli - sottolinea la Coldiretti - dipendono sempre meno dall’andamento reale della domanda e dell’offerta e sempre piu’ dai movimenti finanziari e dalle strategie speculative che trovano nel Chicago Board of Trade il punto di riferimento del commercio mondiale delle materie prime agricole su cui chiunque puo’ investire anche con contratti derivati. Il risultato è che oggi il grano duro per la pasta - continua la Coldiretti - viene pagato anche 18 centesimi al chilo mentre quello tenero per il pane è sceso addirittura ai 16 centesimi al chilo, su valori al di sotto dei costi di produzione che mettono a rischio il futuro del granaio Italia. In pericolo - precisa la Coldiretti - non ci sono solo la produzione di grano e la vita di oltre trecentomila aziende agricole che lo coltivano ma anche un territorio di 2 milioni di ettari a rischio desertificazione e gli alti livelli qualitativi per i consumatori garantiti dalla produzione Made in Italy.

Da pochi centesimi al chilo concessi agli agricoltori dipende la sopravvivenza della filiera piu’ rappresentativa del Made in Italy mentre - denuncia la Coldiretti - dal grano alla pasta i prezzi aumentano di circa del 500% e quelli dal grano al pane addirittura del 1400%.

“Dai campi agli scaffali ci sono dunque margini da recuperare per non far chiudere le aziende agricole e non pesare su un sistema produttivo che ha bisogno del Made in Italy per essere credibile sui mercati nazionali ed esteri” ha affermato il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo nel sottolineare che “occorre investire nella programmazione strutturale per non perdere definitivamente il patrimonio di qualità e biodiversità dei grani italiani che rappresenta il un valore aggiunto della produzione nazionale.”

L’Italia è il principale produttore europeo di grano duro, destinato alla pasta, che assume un’importanza rilevante data l’elevata superficie coltivata, pari a circa 1,3 milioni di ettari per oltre 4,9 milioni di tonnellate di produzione che si concentra nell’Italia meridionale, soprattutto in Puglia e Sicilia che da sole rappresentano il 42% della produzione nazionale. Più limitata – conclude la Coldiretti - è la produzione del grano tenero che si attesta su 3 milioni di tonnellate su 0,6 milioni di ettari.

 

Granomanifestazione

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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