(ASI) Come di consueto, anche in questo 31 dicembre, il presidente cinese Xi Jinping ha pronunciato in diretta televisiva il suo discorso di fine anno.
A questo riguardo, Andrea Fais, collaboratore di Agenzia Stampa Italia, è intervenuto sulle "colonne" di Radio Cina Internazionale (CGTN) per la rubrica "In altre parole". Proponiamo qui di seguito la versione integrale dell'articolo.
Nelle ultime ore del 2025, il presidente cinese Xi Jinping ha pronunciato il consueto discorso di fine anno in diretta televisiva dal suo ufficio di Pechino. I 365 giorni che ci siamo lasciati alle spalle sono stati molto intensi e movimentati un po’ ovunque nel mondo, dapprima con l’aggressiva politica dei dazi introdotta da Donald Trump tra febbraio e aprile, subito dopo con le tensioni commerciali e le instabilità finanziarie che ne sono scaturite, e lungo l’intero anno con ulteriori escalation in Ucraina, Palestina, Libano e Sudan, senza dimenticare i brevi ma drammatici conflitti tra India e Pakistan, Iran e Israele, Cambogia e Thailandia.
Ciononostante, la Cina ha confermato un quadro macro solido e stabile. Come ha ricordato Xi nel suo messaggio alla nazione, “la dimensione totale dell’economia cinese ha superato costantemente nuovi traguardi”. L’anno trascorso, non appena i dati saranno ufficializzati, totalizzerà presumibilmente un PIL di 140.000 miliardi di yuan, pari a circa 17.039 miliardi di euro, chiudendo un lustro particolarmente importante, ovvero quello indirizzato dal 14° Piano Quinquennale.
Tra il 2021 e il 2025, la nazione asiatica ha evidenziato notevole resilienza nei diversi passaggi cruciali attraversati. Il bilancio tracciato dal leader cinese è positivo. “Le forze economiche, tecnico-scientifiche, difensive e complessive del Paese hanno raggiunto nuovi risultati”, ha detto Xi in apertura, aggiungendo: “Le acque limpide e le montagne verdi sono diventate il colore di base di questo splendido Paese e si è così consolidato il senso di appagamento, di felicità e di sicurezza. Il percorso quinquennale è stato straordinario e da esso abbiamo ottenuto risultati preziosi. Tutti noi abbiamo lavorato con diligenza e sacrificio, contribuendo a creare una Cina prospera“.
Non è mancato il riferimento alle celebrazioni dello scorso 3 settembre per gli ottant’anni dalla vittoria nella guerra di resistenza contro l’aggressione giapponese (1931-1945) e nel più ampio scenario della guerra mondiale contro il nazi-fascismo e il militarismo nipponico: un richiamo più che mai necessario contro i crescenti tentativi di riscrivere la storia per finalità politiche. “Quest’anno, sono stato molto toccato dalla commemorazione solenne dell’80° anniversario della vittoria nella Guerra di resistenza del popolo cinese contro l’aggressione giapponese e nella Guerra mondiale antifascista”, ha sottolineato Xi, che ha esortato le nuove generazioni a “ricordare la storia, onorare i martiri, apprezzare la pace e andare incontro al futuro con entusiasmo”.
Pochi mesi fa, il legislatore cinese ha anche stabilito il 25 ottobre quale Giornata Commemorativa per la Restituzione di Taiwan, un tema tornato fortemente d’attualità in settimana con la due-giorni di esercitazioni militari finalizzate a ribadire quanto già stabilito dal diritto internazionale, ossia la sovranità di Pechino sul territorio insulare, alla base di una “tendenza alla riunificazione” che “non può essere ostacolata” dalle ingerenze esterne e dalle pericolose politiche di Lai Ching-te, aspramente criticate non solo dalla Cina continentale ma anche dall’opposizione del Kuomintang locale.
Il rimando alle vicende del passato e ai sacrifici degli antenati, uno dei punti fermi della leadership, diventa un monito ai giovani, cresciuti in una nazione profondamente diversa da quella di cinquanta o cento anni fa, dove le politiche di riforma e apertura hanno trasformato radicalmente la struttura sociale, le opportunità professionali, le condizioni di vita e lo stesso aspetto urbano delle città. “Con la profonda integrazione tecnologica nell’industria, l’emergere di nuovi frutti innovativi, lo sviluppo dei modelli di linguaggio di grandi dimensioni dell’intelligenza artificiale e i nuovi traguardi nello sviluppo autonomo dei chip, la Cina è diventata una delle economie dalla più rapida crescita innovativa“, ha spiegato Xi, che ha menzionato alcune conquiste scientifiche di quest’anno, come la missione spaziale Tianwen-2, il progetto idroelettrico nel corso inferiore del Fiume Yarlung Zangbo, la prima portaerei a catapulta elettromagnetica, i robot umanoidi, un settore strettamente collegato all’intelligenza artificiale e all’apprendimento automatico, e lo sviluppo dei droni, che insieme agli eVTOL stanno trainando la crescita esponenziale della cosiddetta economia a bassa quota.
Spazio inoltre alla cultura, elemento ineludibile dal punto di vista della classe dirigente, molto legata alla tradizione e alle radici identitarie, percepite anche come veicolo di conoscenza e comprensione reciproca con gli altri popoli e le altre forme di civiltà. Non a caso, il turismo museale è tra i segmenti maggiormente in ascesa nel Paese asiatico, mentre aumenta il numero dei siti cinesi nell’elenco UNESCO del Patrimonio Mondiale, giunto a quota 60 con l’inserimento, nel luglio scorso, delle Tombe degli Xixia, stanziate nel Ningxia, la regione autonoma dove si concentra maggiormente la popolazione di etnia Hui, caratterizzata dall’adesione alla fede islamica.
In un Paese che conta ben 55 minoranze autoctone, affiancate al gruppo maggioritario degli Han, resta naturalmente centrale l’idea di unità nazionale. “Quando ho partecipato alle attività celebrative nello Xizang (Tibet) e nello Xinjiang, ho visto che dall’altopiano di neve ai due versanti del Monte Tianshan, le popolazioni di vari gruppi etnici si sono strette mano nella mano e si sono abbracciate come i semi del melograno”, ha detto Xi Jinping, che ha proseguito: “Hanno espresso l’amore per la madrepatria e l’apprezzamento per la felicità, offrendo khate bianche ed eseguendo danze appassionante. Quando si parla del benessere del popolo, non esiste alcun affare di modesta entità: in un albero, anche i rami e le foglie sono importanti”. Un’attenzione riservata persino alle più piccole cose, già citata in passato da Xi, che rimanda all’espressione ‘ogni foglia su ogni ramo’, utilizzata in una celebre poesia da Zheng Banqiao, pittore, letterato e magistrato vissuto durante l’Alto Qing.
L’unità nazionale sarebbe messa a repentaglio se non fosse al contempo garantita la coesione sociale. Un assunto che Xi ha illustrato con altre parole, quando poco dopo ha ricordato le ulteriori garanzie ricevute dalle persone impiegate in nuove forme di lavoro, il rinnovamento delle strutture dedicate agli anziani e i sussidi integrativi da 300 yuan al mese per le famiglie con bambini fino al compimento dei tre anni di età. “Con i piccoli miglioramenti nella vita quotidiana, ogni famiglia cinese ha attraversato quattro stagioni in calore”, ha detto Xi, che ha aggiunto: “In questo senso, la grande famiglia della Cina può realizzare la sua prosperità“.
Sul fronte della politica estera e dell’apertura al resto del mondo, il presidente cinese ha rievocato l’ultimo vertice dell’Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai (SCO), ospitato nella metropoli settentrionale di Tianjin, e il Vertice Mondiale delle Donne, svolto a Pechino. Ha poi accennato all’avvio delle operazioni doganali speciali nel Porto di Libero Scambio di Hainan (FTP), la più meridionale delle ventidue zone-pilota di libero scambio (FTZ) attive nel Paese, ai nuovi contributi nazionali per il contrasto al cambiamento climatico e al lancio dell’Iniziativa di Governance Globale (GGI), presentata proprio a Tianjin lo scorso primo settembre: una proposta di riforma complessiva dell’architettura internazionale che si è così affiancata alle altre tre iniziative globali – rispettivamente dedicate a sviluppo, sicurezza e civiltà – introdotte a partire dal 2021.
“Il 2026 segna l’avvio del 15° Piano Quinquennale“, ha asserito Xi nelle ultime battute del suo intervento, osservando: “Chi crea le condizioni di un buon inizio, riuscirà sicuramente a determinare un’eccellente conclusione, chi ottiene successo, dovrà sicuramente guardare da dove si è partito. Dobbiamo fissare gli obiettivi e le missioni, consolidare la fiducia per proseguire nel lavoro, portare avanti passo dopo passo lo sviluppo di alta qualità, approfondire ulteriormente la riforma e l’apertura completa, promuovendo la prosperità comune di tutto il popolo e scrivendo un nuovo capitolo del miracolo cinese”.
Andrea Fais - CRI (CGTN)



