(ASI) I togolesi si sono recati alle urne sabato scorso per eleggere il nuovo Presidente della Repubblica. Gli elettori iscritti nelle liste elettorali erano 3,5 milioni, ma soltanto la metà di essi hanno votato, un tasso di partecipazione del 50%, inferiore a quello delle presidenziali del 2010 che era del 65%.

Cinque gli sfidanti per queste elezioni presidenziali, tra cui l'attuale presidente del Togo Faure Gnassingbe e secondo i dati dell'exit poll, il presidente uscente potrebbe vincere per la terza volta questa consultazione elettorale. Faure Gnassingbe è alla guida del Paese dal 2005 ed è giunto al potere dopo la morte del suo padre Gnassingbe Eyadema, l'uomo che governò con un pugno di ferro il Togo dal 1967 fino alla sua morte avvenuta nel 2005.
Durante questa campagna elettorale, il presidente in carica ha beneficiato di enormi risorse economiche, ma anche usufruito dei servizi sui mass media pubblici, mentre gli altri candidati erano svantaggiati per mancanza di fondi e poco spazio sui mezzi di comunicazione. Inoltre, si teme anche sulla funzionalità del nuovo sistema di conteggio elettronico, struttura scelta dalla Commissione Elettorale Nazionale Indipendente (CENI) che secondo l'opposizione, potrebbe favorire i brogli a favore del presidente uscente. Il portavoce del principale candidato dell'opposizione ha dichiarato che il suo partito ha predisposto un sistema parallelo di conteggio per poter confrontare i loro dati elettorali con quelli del CENI. I risultati di questa elezione dovrebbero essere noti in settimana.
Qualunque sia il vincitore delle elezioni il nuovo presidente dovrebbe far fronte ai problemi seri che paralizzano la nazione africana da mesi. Gli insegnanti sono in sciopero da un mese, stessa cosa per gli infermieri e tutti richiedono stipendi adeguati per poter vivere dignitosamente in un Paese dove il carovita è ormai mal sopportato da molti togolesi.


Tegno Tagne Honoré - Agenzia Stampa Italia

 

 

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