(ASI) “La nuova puntata del serial fiscale dell’IMU agricola, scritta venerdì scorso da un Governo che anche in questa occasione ha dimostrato un dilettantismo allarmante nel gestire la complessa

macchina amministrativa statale, non risolve i tanti dubbi e le incertezze per migliaia di contribuenti chiamati a pagare un’ennesima tassa ingiusta e iniqua”.

Così in una nota il capogruppo di Forza Italia in Commissione Agricoltura della Camera, Monica Faenzi, che critica fortemente il nuovo decreto approvato da un Consiglio dei ministri straordinario in tutta fretta, per evitare una più che probabile bocciatura del Tar Lazio.

Il decreto “non scioglie le difficoltà applicative, nonostante la revisione dei tanto contestati criteri per il pagamento”. “A soli tre giorni dalla scadenza del 26 gennaio, nel tentativo di chiarire chi deve pagare e chi no - sostiene Faenzi - il Governo riscrive ancora una volta i parametri di calcolo per il pagamento dell’IMU, relativamente ai terreni agricoli di montagna e di collina, decidendo di fare capo alla distinzione dei comuni in tre fasce in base alla classificazione sintetica dell’ISTAT, stabilendo in via di massima che nei comuni “montani” i terreni coltivati e non, tornano ad essere esenti, mentre in quelli “non montani”, l’IMU si applica a tutti”.

“Una decisione di non facile interpretazione, la cui girandola di parametri non risolve le complicatissime regole delle esenzioni per i contribuenti. I “fortunati” che avranno capito se e quanto pagare avranno pochissimi giorni a disposizione, nonostante i termini siano stati ulteriormente posticipati al 10 febbraio. Aggiungo che, stando a quanto riporta la stampa, questo nuovo cambio di passo del Governo dovrebbe portare un gettito di 270 milioni di euro, invece dei 350 milioni preventivati in precedenza, con il parametro che distingueva esenti e paganti in base alla “altitudine al centro” del comune”.

“Pertanto – conclude - mi chiedo la differenza di 80 milioni di euro di minor gettito per l’erario come sarà coperta? Forse colpendo ancora l’agricoltura italiana, con nuove tasse? Una cosa è certa, le nuove regole destano ancora forti perplessità, sul buon senso di chi ha deciso tale revisione, che salva le esenzioni del 2014, per gli oltre 3.500 comuni montani, ma non definisce in maniera chiara e semplice le regole. Abbiamo assistito in questi mesi ad una vera e propria roulette, di incroci fra esenzioni perse e riconquistate, decreti ministeriali introdotti e poi modificati, scadenze rinviate più volte: insomma un caos senza fine che allontana sempre più la fiducia dei contribuenti italiani, nei confronti di uno Stato rapace e un Governo incompetente”.  


Redazione Agenzia Stampa Italia

 

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