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Politica Nazionale

Giorgio Zanardi: anche l'editoria ha il suo suicidio

Di Valentino Quintana 15 Febbraio 2014 – 18:52 2 min di lettura
(ASI) Padova - Un suicidio ogni due giorni. Questa è la media generata dalla crisi in Italia, una sorta di spirale senza fine che stronca le vite di persone disperate. Ora anche l'editoria ha visto un suicidio: è Giorgio Zanardi, creatore di un impero ridotto ora ad una "montagna di debiti".
La vicenda dei Zanardi può essere riassumibile in un modello che ha molti esempi simili in Italia. Si comincia dagli anni sessanta, con due fratelli, Giorgio e Rodolfo intenti ad aprire una legatoria in garage. Si cresce, irresistibilmente. Gli anni novanta vedono l'acquisizione di tre stabilimenti editoriali: a Maniago di Pordenone, Ronchi dei Legionari e Trieste. Con il quartier generale padovano, si raggiungono i 300 dipendenti. Poi arrivano gli anni dell'euro e della crisi. Tra il 2005 e il 2006 gli investimenti effettuati risultano errati: il fatturato, da 12 milioni di euro, passa ad un passivo di 24. La ristrutturazione del 2012 è pesantissima, se non devastante: 200 su 300 operai vengono lasciati a casa, e l'unica sede aperta, rimane quella di Via Venezuela a Padova. Il 7 gennaio di quest'anno, dopo la precedente nomina di un nuovo amministratore, e anche di un conseguente nuovo cda, l'azienda presenta il concordato in bilico. Azzerando i fornitori, si pensava di ripartire nuovamente.

 

Eppure, i reparti rimangono deserti. Un'azienda che ha firmato prodotti di qualità per case editrici come Hachette, Larousse, Rizzoli, Flammarion e Taschen è ridotta allo sfascio. Così, Giorgio Zanardi, a 74 anni, decide di farla finita. Lascia dei biglietti in ufficio e si toglie la vita. Cassa integrazione, banche senza prestiti, fornitori da saldare. Ennesimo imprenditore sul lastrico, cambia solo il settore: questa volta, si parla di un editore. Una persona con grande creatività, in grado di realizzare opere bellissime, di qualità sopraffina. I dipendenti piangono un uomo di grande valore. E l'artigianato veneto perderà a breve anche l'Editoriale Zanardi.

Valentino Quintana per Agenzia Stampa Italia

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