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(ASI)Il tasso di disoccupazione al 12,5% (la percentuale più elevata dal 1977) è un segnale chiaro ed inequivocabile che il Governo non può più ignorare. Ancora più allarmante il tasso relativo alla disoccupazione giovanile, che ha raggiunto il nuovo record del 41,2%.

È evidente che, di fronte a dati simili, lavoro e crescita non possono continuare ad essere solo delle generiche parole d’ordine con cui riempirsi la bocca nei discorsi ufficiali.

Bisogna dare una risposta concreta ai cittadini, specialmente alle giovani generazioni, le cui prospettive, anche alla luce dei recenti dati OCSE, si fanno di giorno in giorno più incerte.

Un tasso di disoccupazione così elevato ha un impatto drammatico non solo sulle condizioni delle famiglie, costrette a fare i conti con un potere di acquisto ai minimi storici, ma anche sull’intero sistema economico.

La capacità di acquisto in calo, infatti, si traduce in minori consumi (già nel biennio 2012-2013 la contrazione è stata del -8,1%, pari a circa 60 miliardi di Euro – e secondo le nostre previsioni sui consumi di Natale, per regali e autoregali, la contrazione sarà del -11,2%), che a loro volta determinano conseguenze drammatiche sul fronte della produzione e, quindi, dell’occupazione.

Da tempo denunciamo la necessità di un intervento determinato e mirato che, giunti a questo punto, non può più esser rimandato.

È indispensabile destinare risorse concrete per l’avvio di un serio piano per l’occupazione e la ripresa, che preveda:

-    il rilancio degli investimenti per lo sviluppo e la ricerca, a partire da quelli per le reti e le infrastrutture digitali, indispensabili per un ammodernamento ed un salto di qualità del nostro Paese.

-    l’allentamento dei patti di stabilità con gli enti locali, per dare possibilità di intervento soprattutto con pratiche di manutenzione, sicurezza ed edilizia.

Risorse che dovranno essere reperite attraverso un taglio netto a sprechi, privilegi, mance e regalie (finora concesse troppo facilmente), nonché attraverso una lotta senza tregua all’evasione fiscale.

 

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