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(ASI) Le iniziative odierne che riguardano il potenziamento delle infrastrutture in Umbria rappresentano la cartina di tornasole dello stato confusionale della Giunta Regionale in materia e la mancanza assoluta di una capacità di scelta delle vere priorità per il nostro territorio. E questo è dimostrato dal fatto che ciò che si sta muovendo è frutto di iniziative esterne alla regione. La trasformazione della E/45 in autostrada è un’idea dello Stato e le nuove proposte per le ferrovie interessano soprattutto la Toscana  alla quale serve averci come alleati. Cosa che è emersa chiaramente in un recentissimo convegno del Psi toscano.

Ma andiamo per ordine.

Viabilità – La E/45 è la priorità assoluta dell’Umbria, priorità che le nostre amministrazioni non hanno mai difeso, prese com’erano a fare i loro interessi locali su direttrici meno importanti per l’Umbria come la E/78 e, soprattutto, la statale 77. Rimettere a nuovo la E/45 è l’ obiettivo principale da perseguire, ma trasformarla in autostrada appare, soprattutto in questo momento, più che discutibile, soprattutto se ci si aggiunge l’onere del pedaggio per i residenti.

Aeroporto – Lo scalo di Sant’Egidio fa progressi e pare abbia evitato quel declassamento che lo avrebbe costretto alla chiusura. Ma ne avrebbe potuti fare di più se l’Umbria avesse concentrato tutte le sue forze su questa struttura, smettendola di sognare due stazioni : una per i passeggeri (Perugia) e una per le merci (Foligno). Cosa che purtroppo continua. Il Presidente della Sase, ing. Fagotti, ha dichiarato che Sant’Egidio avrebbe bisogno, per essere più efficiente e competitivo, di investire un altro milione di euro. Bene quel milione lo si sta spendendo a Foligno per la ristrutturazione di alcuni immobili, sembra (ma speriamo che non sia vero) “per favorire il miglioramento dei servizi ai passeggeri”.

Ferrovie - Le proposte dell’Assessore Regionale Silvano Rometti sul riassetto ferroviario dell’Umbria, sbandierate in pompa magna, servono poco all’Umbria e molto di più alle regioni vicine. Inoltre se attuate come dice l’esponente socialista, rischiano di diventare uno spreco di soldi:

1)     Fare una nuova stazione dell’alta velocità a Ponticelli di Città della Pieve o in un’ altra località di quella zona è una iniziativa totalmente inutile. Se non si provvede a collegarla direttamente con Terontola e ci si deve andare in macchina, la nuova fermata non serve a niente. C’è già Chiusi raggiungibile in 30 minuti da Perugia con l’automobile e, via Treno, esistono già diversi collegamenti giornalieri con Arezzo e Firenze per intercettare Eurostar, Frecce rosse o “Itali” di turno. E’ scomodo per gli Umbri, lo so,  come sarebbe scomoda la nuova stazione;

2)     Fare un’altra stazione nei pressi di Sant’Egidio è una specie di specchietto per le allodole. Se il potenziamento della linea veloce Orte – Falconara continuerà ad essere progettato via Fossati di Vico (bacino di utenza 70 mila persone) e non via Assisi - Perugia Sant’Egidio – Gubbio (bacino di utenza 450 mila persone),  per non sprecare inutili e preziose risorse, è meglio lasciare che  l’Aeroporto Regionale continui ad essere servito dalla stazione di Ospedalicchio, collegata all’aerostazione con un servizio pubblico, magari a chiamata;

3)     E’ quindi ancora totalmente inutile procedere all’ammodernamento della Foligno – Terontola. Questa linea è infatti un “binario morto” che conduce ad una stazione terminale (Terontola) sulla quale ormai passano solo treni merci. La sua ristrutturazione ha un senso solo se vengono realizzate le due iniziative che dicevo sopra. Due opere che potrebbero veramente segnare la fine dell’isolamento ferroviario dell’Umbria e del suo capoluogo. Due opere per le quali, se si uniscono le risorse del raddoppio della Orte – Falconara con quelle previste per l’ammodernamento della Foligno - Terontola, sono ampiamente realizzabili.

Gigi Bori

Coordinatore Regionale di Sel

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