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(ASI) Il centrodestra potrebbe ritrovare il suo slancio nei giovani? Sì, almeno secondo uno dei dirigenti nazionali di Giovane Italia, Ulderico De Laurentiis.

Esponente del PdL campano e dell'Associazione culturale Meridiana, in un clima di generale sfiducia politica, De Laurentiis non ha rinunciato a proporre iniziative e proposte al fine di coinvolgere la base più giovane del partito come nel caso di Avamposto di Pagos, meeting tra più anime della destra svoltosi lo scorso luglio a Redipuglia. Le perplessità espresse dal dirigente in merito a “Forza Italia 2” (leggi il comunicato) mettono in risalto un concetto che, probabilmente, è alla base di alcune profonde divergenze riscontrabili tra le due anime del PdL: per gli ex AN il partito è comunità, gruppo umano, contenitore valoriale; per gli ex FI, forse, è più un brand, una carta da giocare sul tavolo della politica.

De Laurentiis perché ha scelto di restare nel PdL?

Il colpo elettorale di Grillo, la nascita del governo di larghe intese, la situazione di generale confusione che si viveva fino a pochi mesi fa mi ha spinto a restare nel partito unitario, per senso di responsabilità e anche per appartenenza ad una Comunità, cosa che non mi ha impedito di continuare a lavorare, ma anche osservare un mondo in mutamento.

Un ragazzo di Giovane Italia come vive la situazione attuale?

Continua a darsi da fare pur restando in una realtà che non ha mai visto un congresso e che resta allo stato attuale una sigla che non ha mai completato il suo percorso transitorio, anzi resta monca, dopo l’uscita di alcuni esponenti di vertice della cosiddetta “diarchia”. Giovane Italia non è una proprietà privata, è il frutto di un percorso di condivisione comune tra Azione Giovani e Giovani per la Libertà. Un percorso che a differenza del PDL, nasce paritario 50/50 e non 70/30.

Dalla scissione di FdI non c'è stato mai un cambiamento ai vertici di GI?

Diciamo che sono venuti meno quei momenti indispensabili di incontro, dibattito, discussione ed elezione di una nuova leadership. Peraltro il movimento porta un nome importante, quello della prima sigla giovanile del MSI, un ambiente dinamico che per circa vent'anni fu fucina di idee e cercò di trovare nuove strade per fare politica, talvolta scontrandosi anche col partito. In due parole: dinamismo contro staticità. L’unico cambiamento significativo che abbiamo registrato è stata la corsa da parte di Annagrazia Calabria ad introdurre il simbolo di Giovani per la Libertà in affiancamento a quello di Giovane Italia e non ci sembra opportuno, anzi: forse è meglio che la coordina trice nazionale valuti l’idea di liberare il simbolo di Giovane Italia che può fare un percorso diverso, visto che preferisce un logo del passato che rappresenta solo una parte.

E Meridiana potrebbe essere una soluzione?

Meridiana è un'associazione culturale che promuove idee, valori e contenuti e più in generale cerca di creare dibattito nel centrodestra. Lo scopo è quello di lanciare input per un lavoro che sia costruttivo, non compiere azioni di sabotaggio dietro le linee.

Cosa ha voluto rappresentare Pagos?

Un' occasione per mettere dietro ad un tavolo più anime della destra e di farle parlare, ma non a beneficio di un partito, bensì per capire se divisioni a parte esista ancora una comunanza su un percorso storico e politico. Piuttosto abbiamo dimostrato che se si parlasse di idee e temi e non di persone, percentuali e quote una destra unita e moderna già c’è ed è quella sovranista, popolare e nazionale.

Un rilancio del PdL può avvenire dalla base o no?

Che dirle? I nostri ragazzi continuano a fare il loro lavoro, sono impegnati, credono. Valori e volontà ci sono, ma la passione da sola non basta, quando il partito decide di fare un tuffo nel passato, senza che mai ci sia stato un congresso e con le primarie che sembrano una parolaccia per i più, si crea una strada che per molti significa deficit di rappresentanza e sfiducia. Una strada creata non da oggi, ma fin da quando furono annullate le primarie. Forza Italia sarà la confitta definitiva di un mondo e non tutti l’accetteranno rispondendo signorsì.

Marco Petrelli - Agenzia Stampa Italia

 

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