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Politica Nazionale

Guasto alla diga di Montedoglio

Di Redazione ASI 31 Dicembre 2010 – 17:02 3 min di lettura

 

(ASI) Cede il Muro della Diga di Montedoglio in Umbria. Uno squarcio lungo 30 metri provoca allarme e paura fra la popolazione locale. Miglialia sono gli sfollati. Per fortuna nessuno è ferito.
Una situazione che necessita subito di interventi speciali.  Vi riportiamo il contenuto  dell' interrogazione urgente presentata da Lignani Marchesani, Consigiliere regionale dell'Umbria in quota Pdl.


 Oggetto: Guasto alla diga di Montedoglio del 29 dicembre 2010: intendimenti della Giunta regionale rispetto alla ricerca delle cause dello stesso e valutazione dell’azione di protezione ed assistenza prestata alla popolazione interessata.

Premesso:

che nella sera del 29 dicembre 2010 si è danneggiata, per cause ancora in fase di accertamento, una parte dell’impianto della diga sul fiume Tevere in località Montedoglio;

che detto guasto sembrerebbe essere consistito nella rottura del cosiddetto “sfioratore” (una specie di valvola che fa defluire dall’impianto quanto è in eccesso), fatto che a sua volta avrebbe determinato il cedimento per oltre 30 metri di una parte di un muro di cemento armato della struttura e la conseguente fuoriuscita di acqua, con una portata notevolissima (in alcuni momenti anche 500 metri cubi al secondo);

che, a causa dell’evento, i tecnici ed i responsabili dell’Ente Irriguo Umbro-Toscano hanno quindi deciso di aprire le paratie della diga, onde far defluire dall’invaso parte dell’acqua;

Considerato:

che l’afflusso, improvviso e quantitativamente rilevante, di acqua nella parte del fiume Tevere a valle della diga ha determinato di conseguenza il repentino ingrossamento dell’importante corso d’acqua, con il rischio di una gravissima esondazione, con evidenti pericoli per la popolazione;

che la possibile esondazione ha reso necessaria l’evacuazione degli abitanti residenti nelle zone a rischio, sia nella parte toscana che nella nostra Regione (in particolare nei Comuni di San Giustino e Città di Castello);

che, in attesa di ulteriori precisazioni da parte dei tecnici, si è comunque corso il rischio di una rottura ben più grave della struttura dell’invaso, con le immaginabili gravissime conseguenze di un simile accadimento (tonnellate d’acqua che si riversano sulla vallata) che riportano alla memoria fatti storici come il disastro del Vajont del 1963;

che la popolazione ha dovuto, come ovvio, rimanere lontana dalle proprie abitazioni per tutta la notte e fino a mattino inoltrato, assistita dalle strutture della Protezione Civile e dalle Forze dell’Ordine;

che la diga di Montedoglio è entrata in funzione circa venti anni fa e che risulta dunque difficile comprendere come la struttura possa essere già stata interessata da cedimenti riguardanti manufatti in cemento armato;

che resta tutta da definire la ricerca delle cause dell’incidente, che potenzialmente poteva essere ben più distruttivo per le cose e le persone, così come resta da stabilire lo stato dell’invaso e le sue condizioni di sicurezza;

tutto ciò premesso
il sottoscritto Consigliere
interroga la Giunta regionale per sapere:

quali siano gli intendimenti della stessa riguardo la ricerca delle cause del guasto e di eventuali responsabilità correlate;

quali siano state le azioni poste in essere direttamente dalla Giunta nelle ore dell’emergenza nei riguardi della popolazione, anche per tramite delle strutture preposte;

come si giudichi l’organizzazione dei soccorsi e l’assistenza prestata alla popolazione nelle ore dell’evento;

se si ritengano sufficienti i controlli che vengono effettuati per garantire l’efficienza della diga di Montedoglio, anche in considerazione delle dimensioni dell’invaso stesso e dei gravissimi pericoli per tanti cittadini e per una parte importantissima del territorio regionale;

quali azioni la Giunta intenda intraprendere affinché un evento del genere possa in futuro essere prevenuto ed evitato.

Nota della Redazione

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