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Politica Nazionale

Appello del Partito Democratico: Si al diritto di manifestare, no alla violenza

Di Redazione ASI 21 Dicembre 2010 – 13:16 2 min di lettura

(ASI) Due sono i beni irrinunciabili in gioco. Da una parte la certezza che nessuna concessione debba essere fatta, né ora né mai, all’uso della violenza come forma di contestazione. Dall’altra il diritto costituzionale a manifestare, in maniera civile, a sostengo delle proprie idee e convinzioni

 

I gravi incidenti dello scorso 14 dicembre a Roma, hanno lasciato sul terreno troppi feriti, troppi danni e la necessità di una doverosa riflessione su cosa stia succedendo, alle nuove generazioni del nostro Paese, nel rapporto tra protesta politica e violenza.
E’ una riflessione necessaria perché l’Italia non può permettersi il rischio di cadere in una nuova spirale di violenza e di terrore, come è avvenuto in un passato non troppo lontano, e di cui tutti conoscono i drammatici esiti.
Due sono i beni irrinunciabili in gioco. Da una parte la certezza che nessuna concessione debba essere fatta, né ora né mai, all’uso della violenza come forma di contestazione. Dall’altra il diritto costituzionale a manifestare, in maniera civile, a sostengo delle proprie idee e convinzioni. Siamo in un momento di grande difficoltà: specie i giovani percepiscono con grande preoccupazione e rabbia l’incertezza del loro futuro. Noi dobbiamo evitare che l'incertezza e la rabbia si trasformino in violenza. Ed è questo un compito della politica, che deve dare risposte.
Lo ribadiamo: il diritto di tutti a manifestare liberamente il proprio dissenso è un bene fondamentale. Ma è necessario separare, senza incertezze, le legittime manifestazioni pacifiche di dissenso da coloro che, invece, alle manifestazioni partecipano in forma organizzata e squadristica, con l’unico scopo di produrre violenza, feriti e danni.
In questa difficile situazione si inserisce il complesso e delicato lavoro delle forze dell’ordine, che svolgono un ruolo, centrale, di difesa delle istituzioni, della sicurezza dei cittadini e della libertà di espressione.
E’ un impegno difficile sul quale la politica e l’opinione pubblica hanno un diritto-dovere di controllo e, quando occorre, anche di critica, ma nella consapevolezza che il tema centrale che ci consegnano i fatti di questi giorni è l’emergere di una violenza di piazza che va respinta subito.
Questo l’appello che rivolgiamo ai giovani, assumendoci per quanto ci riguarda, nei rispettivi ruoli che ciascuno di noi ha, l’impegno a difendere i principi di legalità e i diritti alla sicurezza e all’espressione della propria opinione.

Nota della Redazione

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