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(ASI) Lettere in redazione. L'elezione per la seconda volta a Presidente della Repubblica di Napolitano ha suscitato le reazioni di alcuni lettori che ci hanno scritto per manifestarci la loro opinione. Ve le proponiamo. Io, pur non avendo alcuna simpatia per Napolitano, credo che la soluzione trovata sia la migliore.. !

Infatti, esclusa la possibilità di eleggere un rappresentante autorevole della destra, ho tremato all’idea di Marini, Prodi e poi Rodotà! In particolare quest’ultimo avrebbe rappresentato l’Italia con quella faccia da impresario di pompe funebri … Esequie per l’Italia ! Altro che “rinnovamento”! In merito alle tante e tanto vantate benemerenze.. tutte fasulle e di facciata.. e questo vale per tutti..

Si sprecavano parole come personalità, professore, costituzionalista, profondo conoscitore, fama internazionale, credibilità, affidabilità, ed altro a ruota libera … chissà come non avevano ottenuto ancora il pur svalutatissimo premio Nobel, (quello che si regala al guerrafondaio Obama ….. per la pace!) magari per la famosa “privacy”!  Per me erano e restano dei pirla qualsiasi che mi infastidirebbe e mi vergognerei di avere alla mia tavola per una pizza e un bicchiere …

Quindi, passato il pericolo, teniamoci il Nap ..  ha 89 anni? Bene! Dio vede e provvede! Così ci lascerà presto e speriamo che le condizioni di qui a un anno o due siano migliori per una persona che, se non proprio seria, almeno non sia un clown professionista!

In quanto al trono di Pietro .. ma che vogliamo davvero credere che Ratzinger abbia lasciato per l’età? Mai e poi mai .. Lo hanno costretto a lasciare a causa della sua appartenenza alla gioventù hitleriana! Ci scommetto le palle! Per fare questo si sono procurati segreti di stato tramite il complice segretario e posto l’ultimatum: O te ne vai o questi segreti saranno pubblicati e sicuramente c’erano cose che la Santa Sede non voleva si dovessero sapere. Infatti a che valeva rubare i segreti per poi non divulgarli? L’unica spiegazione è che il furto non sia stato fatto per vendere la refurtiva ai giornali ma a chi voleva esercitare un ricatto. Chi poteva essere il ricattatore e mandante?  C’è bisogno di dirlo?? Suvvia non siamo nati ieri

 

IL PRESIDENTE DELLA PARTITOCRAZIA E DEI BANCHIERI. IN ARRIVO LA VIOLENZA DI STATO

La partitocrazia poteva salvarsi solo garantendo gli interessi dei poteri forti internazionali sull'Italia; rieleggere Napolitano serve a questo. Subito confermata la linea neoliberista

Gli uomini del Bilderberg, del FMI e dell'UE sono i primi a congratularsi.

“Tutto ciò che fa il parlamento è democratico” rassicura Stefano Rodotà, dall'alto delle sue rendite pubbliche. “Soprattutto se quel parlamento è un parlamento di nominati, nominati da non più di venti persone delle segreterie/cda dei partiti” - ha dimenticato di aggiungere.

Napolitano, già sottoscrittore, col Prodi, della privatizzazione di Bankitalia nel 2006 e corresponsabile politico del governo Monti, si conferma garante, all'interno, della coesione della partitocrazia necessaria alla tutela degli interessi della partitocrazia stessa; e all'esterno, garante della obbedienza dell'Italia a una politica economico-finanziaria che avvantaggia il capitalismo bancario straniero a danno degli italiani. E' a questo che deve il suo successo e la sua ri-elezione, a questa capacità di duplice e congiunta garanzia, che gli assicura il sostegno “delle cancellerie che contano”. Ci manca solo che ora anche Bersani faccia il sacrificio di rimanere in carica e che Berlusconi accetti un Amato a Palazzo Chigi.

La partitocrazia, traballante per la sua delegittimazione e i disastri delle sue scelte, rinuncia a ogni finzione di cambiamento invocato dalla gente, modifica quanto serve la costituzione, e si prende qualche mese aggiuntivo ricompattandosi e mummificandosi. Ha un anno e mezzo al massimo, per realizzare due cose:

-o rilegittimarsi attraverso un rilancio dell'economia e dell'efficienza del sistema paese,

-oppure allestire un apparato autocratico di repressione e di intimidazione poliziesche dell'inevitabile rabbia di popolo, che potrebbe sfociare nella prima rivoluzione italiana (la quale sarebbe anche la prima azione collettiva unificante e fondatrice di una unità nazionale italiana, sinora n on realizzatasi).

Qualcuno pensa che, fra altri sei mesi di peggioramento economico quale stiamo avendo da anni, si potrà governare gli italiani col loro consenso e con le buone, senza ricorrere alla violenza di Stato? Ricordo che in Italia la ragion di Stato è ricorsa alle stragi terroristiche per delegittimare il dissenso radicale su temi socio-economici.

Vorrei poter pensare che un governissimo di scopo possa rilanciare l'Italia, ma so che gli strumenti per la prima possibilità mancano, essendo stata ceduta la sovranità non solo monetaria, ma anche fiscale e finanziaria, ed essendo stato eretto a norma costituzionale il dogma monetarista. Oltre al fatto che ai partiti manca la competenza tecnica-economica e che i loro uomini sono specializzati e selezionati nel senso che sappiamo. Gli strumenti per la seconda, invece, ci sono tutti, grazie al MES, al Trattato di Lisbona e all'Eugendfor, che è il sistema di polizia europea, composta esclusivamente di corpi militari e non civili, sottratta alla normale responsabilità e giurisdizione, e senza limitazioni nei tipi di armi che può usare contro i civili – vedi gas letali ed armi elettromagnetiche e acustiche subletali.

Sapendo che l'economia italiana non ripartirà, è ovvio che il governo delle larghe intese avrà come asse portante l'organizzazione dell'apparato autoritario e repressivo, iniziando con un adeguato battage mediatico preparatorio.

“Il dissenso può essere espresso solo nelle forme della legalità”, continua la rassicurazione di Rodotà, dall'alto dei suoi redditi. Ma che fare se le forme della legalità vengono svuotate e calpestate dal palazzo che difende i suoi interessi contro quelli di un popolo che non rappresenta, anzi tradisce? Emigrare o insorgere o aspettare che lo schifo marcisca del tutto e cada da sé?


Forza Nuova: Elezione a Presidente della Repobblica di Napolitano il colpo di coda di un sistema partitocratico che è destinato a soccombere quanto prima.

L' On. Roberto Fiore, segretario nazionale di Forza Nuova, in merito all'elezione di Giorgio Napolitano a presidente della repubblica, comunica: “ ciò che siamo assistendo in queste ore non ha nulla a che fare con la tanto sbandierata democrazia parlamentare, ma rappresenta il colpo di coda di un sistema partitocratico che è destinato a soccombere quanto prima.

Giorgio Napolitano non sarà ricordato come il presidente che ha ricevuto, per la prima volta, un secondo mandato ne come la figura che ha salvato la patria bensì come il presidente legato alle intercettazioni il cui contenuto non è stato conosciuto e non lo sarà mai, come il presidente che ha voluto fare a tutti i costi la guerra alla Libia strappando un patto che ci legava a quel paese, un presidente che ha regalato l'Italia a Goldam Sacks.

Letta, Amato e lo stesso Monti, tutti papabili per presiedere un nuovo governo non rappresentano nulla di nuovo. Anzi. Sono espressione del vecchio, del marcio, del torbido, della politica corrotta e corrumpibile.

Sono espressione di sentimenti antinazionali, anti-italiani e antieuropei.

Sono l'avanguardia italiana, neanche tanto nascosta, del gruppo Bilderberg, della commissione Trilateral e della finanza internazionale.

Forza Nuova comunica fin da ora che sabato 4 maggio nelle principali città italiane, manifesteremo per ridare libertà al popolo italiano, per non morire per mano di banchieri ed usurai, per l'indipendenza nazionale”.




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