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(ASI) I dati dell’Istat sulla produzione industriale fanno scattare una vera e propria sirena d’allarme sulle condizioni della nostra economia. Da 22 anni non si registrava un livello più basso: nel 2012 -6,7%. “Un dato che fa venire i brividi.” – dichiarano Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, Presidenti di Federconsumatori e Adusbef – “Purtroppo si tratta dell’ennesima conferma al declino incontrastato dell’economia italiana.”

Di fronte ad una contrazione della domanda di mercato così marcata come quella che si è registrata nel 2012 (pari al -4,7% secondo le stime O.N.F. – Osservatorio Nazionale Federconsumatori, con una caduta della spesa di oltre -33,4 miliardi di Euro) la produzione industriale non poteva che registrare un fortissimo calo.

Andamento dettato dalla gravissima perdita della capacità di acquisto delle famiglie: basti pensare agli aggravi a cui queste ultime devono far fronte nel biennio 2012-2013, pari a +3.823 Euro a famiglia (2.333 nel 2012 e 1.490 previsti per il 2013).

I dati diffusi oggi sull’andamento dell’industria lasciano presagire un ulteriore peggioramento del 2013: la caduta di produzione, infatti, inciderà negativamente sul versante dell’occupazione, alimentando nuovi record del tasso di disoccupazione e cassa integrazione e contribuendo sempre di più alla contrazione del potere di acquisto delle famiglie.

Anzi, come denuncia la CGIL, lo Stato fatica a reperire i fondi necessari per garantire la cassa integrazione in deroga nel 2013.

Alla luce di tale tendenza risulta del tutto inutile e aleatorio aggrapparsi alle speranze di chi vede la ripresa alla fine dell’anno: questo non potrà avvenire senza serie ed immediate misure di emergenza per il rilancio del potere di acquisto delle famiglie e per lo sviluppo economico del Paese.

Per questo ribadiamo che il primo punto all’ordine del giorno del nuovo Governo dovrà essere quello di affrontare seriamente, con responsabilità e mezzi adeguati, questa grave situazione, avviando:

-       interventi per il rilancio della domanda di mercato (attraverso il sostegno alle

famiglie a reddito fisso);

-       misure per la ripresa degli investimenti per lo sviluppo tecnologico e la ricerca;

-        un piano per il rilancio dell’occupazione, specialmente quella giovanile, anche attraverso l’allentamento dei patti di stabilità degli Enti Locali (per intervenire soprattutto con pratiche di manutenzione, sicurezza ed edilizia);

-       l’abolizione definitiva del nuovo aumento dell’IVA in programma da luglio;

-       eliminazione dell’IMU sulla prima casa per i bassi redditi.

 

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