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(ASI) In molti, durante gli ultimi anni, hanno paragonato il Mediterraneo ad un cimitero a cielo aperto. Abbiamo cominciato a metabolizzare le immagini dei barconi che naufragano tra l’Africa e l’Italia. Ormai siamo assuefatti.
Oggi 18 dicembre ricorre la seconda Giornata Mondiale dei Diritti dei Migranti. Lo scorso anno hanno aderito all’appello lanciato dagli organizzatori numerose associazioni, provenienti da oltre 20 paesi diversi.
Il filo rosso che lega le iniziative, quest’anno, è il tema delle sparizioni. Ancora oggi migliaia di migranti scompaiono in tutto il mondo, dalla frontiera tra Messico e Stati Uniti fino al nostro Mediterraneo.
Altri invece, scampati miracolosamente a questi viaggi di fortuna, scompaiono sul suolo dei paesi dove approdano. Innumerevoli fantasmi, dunque, innumerevoli corpi senza diritti. È a questi corpi senza diritti che abbiamo deciso di dedicare la giornata del 18 dicembre. Per dare voce ai familiari dei quasi 300 ragazzi Tunisini scomparsi , madri e padri coraggiosi che cercano i propri figli non solo in fondo al Mediteraneo, ma anche nelle carceri e nei centri di accoglienza Italiani. Nonostante ci siano le prove che alcuni di loro, scappati dalla Tunisia nella primavera del 2011, siano approdati sulle coste italiane, neanche uno dei ragazzi è stato ancora ritrovato.

Martedì 18 dicembre 2012 alle 18.00 in via dei Volsci 33 nel quartiere romano di S. Lorenzo, cercheremo di tracciare i contorni di una questione così complicata e così delicata. Sarà presente Meherzia Rawafi (madre di Mohamed, uno dei ragazzi scomparsi) che discuterà con Claudio Graziano (Arci di Roma), Simona Sinopoli (avvocato esperto di migrazioni), Aweys Ahmed (rifugiato politico e mediatore culturale dell’Arci, che ha compiuto il viaggio dalle coste libiche a Lampedusa), Ylenia Sina (giornalista freelance, autrice della video-inchiesta su Repubblica “Vogliamo la verità sui nostri figli”) e Anna Maria Rivera (autrice del libro Il Fuoco della rivolta. Torce umane dal Maghreb all’Europa). Prima, dopo e durante l’iniziativa sarà dato spazio ad una mostra del Progetto REFUGEE scART: risultato del lavoro di alcuni artigiani migranti, che creano le loro opere riciclando i rifiuti. Durante la serata ARCI DARFUR proporrà un aperitivo il cui ricavato sarà devoluto a sostegno della campagna “Tutt@ Scuola”, che si propone di raccogliere materiali didattici per sostenere la scolarizzazione dei bambini e delle bambine sudanesi del campo profughi di Bredjing in Ciad.

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