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(ASI)Lazio - Dopo aver dichiarato le sue dimissioni alla stampa, ieri la Polverini ha rimesso le sue dimissioni in versione ufficiale. Oltre alle sue dimissioni anche una vendetta personale: via 5 assessori tutti vicini all’eurodeputato Antonio Tajani. In una nota uscita nel pomeriggio di ieri alle poco dopo le 16 informa che: “La Presidente della Regione Lazio, Renata Polverini, con proprio decreto ha determinato oggi la riduzione a 10 del numero degli assessori della Giunta regionale, riservando in capo alla Presidenza le competenze in materia di salute.

 Il decreto modifica dunque la composizione della Giunta come segue: Fabiana Santini alla Cultura, Sport, Politiche Giovanili e Turismo; Fabio Armeni: Risorse Umane, Demanio e Patrimonio; Maria Zezza: Politiche per il Lavoro e Formazione professionale, Istruzione e Diritto allo Studio; Teodoro Buontempo: Politiche per la Casa, Terzo Settore, Servizio Civile e Tutela dei Consumatori; Stefano Cetica: Risorse Strategiche (Programmazione, Informatizzazione, Bilancio); Giuseppe Emanuele Cangemi: Enti Locali e Sicurezza, Ambiente e Sviluppo Sostenibile, Politiche dei Rifiuti; Pietro Di Paolantonio: Sviluppo Economico e Agricoltura; Luciano Ciocchetti: Politiche del Territorio e dell’Urbanistica; Aldo Forte: Politiche Sociali e della Famiglia; Luca Malcotti: Infrastrutture e Lavori Pubblici, Politiche della Mobilità e Trasporti. Il provvedimento nomina infine vicepresidente l’assessore Luciano Ciocchetti”.

Questo il nuovo esecutivo fino a nuove elezioni. La nuova Giunta è bene ricordarlo si occuperà solo di ordinaria amministrazione. Alle 16.52 di ieri la nota col quale si diceva che: “La Presidente della Regione Lazio, Renata Polverini, ha firmato questo pomeriggio la lettera di dimissioni che è stata trasmessa al presidente del Consiglio regionale”. Spetterà ora al presidente del Consiglio Mario Abbruzzese, come stabilisce lo Statuto della Regione, emanare un decreto con cui si sancisce la decadenza del presidente, il dimensionamento della Giunta e lo scioglimento del Consiglio regionale. Dalla firma del decreto a firma di mario Abbruzzese passeranno i 90 giorni dove la Polverini dovrà indire nuove elezioni. Dicevamo della vendetta della Polverini in questa vicenda. E vendetta è stata appunto. Gli assessori fatti fuori sono cinque, tutti del PdL: Stefano Zappalà, Francesco Lollobrigida, Marco Mattei, Gabriella Sentinelli e Angela Birindelli, la quale si era già dimessa. I cinque assessori fatti fuori sono vicini a Tajani, colui il quale per la Polverini sarebbe il responsabile delle diatribe interne al PdL. Lo scandalo dei fondi regionale è finito anche a Rieti, città dell’ex assessore Angela Birindelli. Proprio alla città della Tuscia occhi aperti all’assegnazione di commesse al alcune aziende vitivinicole. La Procura di Viterbo ha aperto un fascicolo dove è indagato il sindaco di Viterbo Giulio Marini per abuso d’ufficio insieme all’ex assessore all’Agricoltura Birindelli. Nel fascicolo è finito anche il presidente dell’Arsial Erder Mazzocchi.

Proprio i tre, Birindelli, Marini e Mazzocchi avrebbero favorito delle ditte locali nell’aggiudicazione di commesse per l’allestimento del padiglione laziale del Vinitaly 2011. Dopo questa vicenda, la Birindelli ha rimesso le sue dimissioni da assessore nelle mani della Polverini. Il pm Massimo Siddi, titolare dell’inchiesta, ha sentito il sindaco Marini, il quale nella giornata di martedì si è dimesso da sindaco. La Birindelli in una nota ha smentito di essere indagata dalla Procura in merito all’organizzazione del Vinitaly. Sempre la Birindelli in una nota ha dichiarato: “Con questo atto intendo dimostrare ancora di più la correttezza e l’onestà con cui ho svolto il mio incarico presso l’assessorato, anche in relazione alle notizie di stampa, che ho già avuto modo di smentire, riferite alle indagini della Procura di Viterbo. Ringrazio la Presidente Polverini per la fiducia che mi ha accordato chiamandomi a far parte della sua Giunta in questi due anni e mezzo nell’interesse dei cittadini della Regione Lazio. Ho sempre vissuto la politica con passione ed impegno civile e, al contrario di chi la fa per mestiere difendendo con ogni mezzo la propria posizione, da domani tornerò a fare l’ingegnere come ho sempre fatto nella mia vita”.

Intanto anche la Renata, che dice di non sapere nulla dei fondi regionali, dei sassolini tolti in questi giorni, della sua vendetta personale all’interno del PdL, beh un esamino forte di coscienza deve farlo anche lei. Semmai lo farà. La Polverini è finita nel mirino del settimanale l’Espresso, che racconta di come lo scorso 24 giugno, la Polverini a bordo di una motovedetta della Finanza per raggiungere Ponza per partecipare ad un premio organizzato dal Comune e dall’Associazione Almadela. Nella trasferta isolana, a detta del settimanale, la brava Renata, avrebbe impiegato due imbarcazioni, due motovedette della Finanza, tra cui un V2050, che serviva da apripista. Motovedetta utilizzata nell’inseguimento dei contrabbandieri per la sua velocità. A bordo, oltre la presidente, anche 4 suoi amici con relativi bagagli. All’uscita del settimanale che racconta della trasferta a Ponza, il gruppo consiliare del Pd ha detto: “Cosa ci fa la paladina antisprechi e anticasta su motovedette della Guardia di Finanza dirette a Ponza? E che impegni aveva l’assessore Cetica? Non c’era altro modo di raggiungere l’arcipelago laziale? Dopo i cosiddetti improrogabili impegni che la costrinsero a prendere in passato un elicottero per una sagra del peperoncino a Rieti, c’era davvero necessità di utilizzare per sé e per i suoi amici mezzi delle forze dell’ordine deputati alla lotta al contrabbando?”. Non si salva nessuno, proprio nessuno. Aspettiamo altre novità e indiscrezioni.

Davide Caluppi - Agenzia Stampa Italia

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