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(ASI) Si Aprono lunedì i seggi in Siria, con più di 7,000 candidati per 250 posti a seguito della pressione internazionale sul presidente Bashar Al -Assad per far sì che si dimetta e ponga fine alla violenza che ha visto decine di migliaia di morti. L’opposizione ha esortato i siriani a boicottare le elezioni, dicendo che il voto per qualsiasi dei candidati era equivalente ad un voto per Assad.



“Andremo avanti finche il regime non cadrà”, così si legge su uno slogan pubblicitario dell’opposizione . La sicurezza verrà incrementata in vista delle elezioni in tutta la Siria , e la gente è già andata a votare dalle 7 a.m. di questa mattina secondo l’agenzia di stampa di stato SANA.

Le elezioni arrivano a seguito dell’adozione di una nuova costituzione che permette ai partiti politici di competere contro il presidente al-Assad ed il suo partito Baath. Il referendum di Febbraio, visto come una riforma importante dai sostenitori dell’attuale governo, è invece considerato una cosa ridicola dagli analisti internazionali e dalle forze di opposizione che lo definiscono una maschera.

Animanti dalle rivoluzioni in Tunisia, ed in Egitto, i Siriani sono scesi in piazza e per le strade dal Marzo del 2011 per domandare riforme e maggiori libertà politiche. Il risultato è stato una brutale risposta da parte del governo contro i dimostranti ed il movimento si è trasformato in una resistenza armata.

Diversi vicini della Siria nel mondo arabo, nonché la maggior parte delle potenze internazionali hanno condannato la violenza che ha visto la minoranza sostenuta dal presidente Al-Assad di Alawiti attaccare senza pietà la maggioranza di Sunniti nel paese. Al-Assad è un Alawita, una denominazione o meglio un ramo degli Sciiti.

Secondo le Nazioni Unite, almeno 9,000 persone hanno perso la vita nel conflitto, nonostante l’opposizione sostenga che il numero dei morti sia di parecchio più alto e stima che le vittime siano all’incirca 11,000.

In Migliaia sono fuggiti dalla violenza in Siria e si sono riversati principalmente in Turchia.

Domenica, il primo ministro Turco Recep Tayyip Erdogan ha fatto visita ad un campo profughi sul confine tra la Turchia e la Siria e ha promesso di essere pronto ad accogliere i profughi Siriani, dei quali 23,000 già vivono nei campi in Turchia.

Erdogan ha dichiarato: “ Se Dio vuole, colui il quale opprime i nostri fratelli siriani dovrà renderne conto di fronte alla propria gente”.

Erdogan ha incitato i sostenitori di Assad a riconsiderare la propria posizione e di sostenere gli sforzi verso la pace promossi dalle Nazioni Unite e dalla Lega Araba.

“Abbiamo una cosa a cuore in modo particolare, e cioè che il bagno di sangue si fermi immediatamente, che le lacrime si fermino, e che le richieste della gente siriana possano essere ascoltate, perché noi consideriamo il popolo siriano separato dal regime”.

Le relazioni tra i due paesi sono ai ferri corti anche a livello diplomatico. Al-Assad ha accusato la Turchia di permettere il passaggio di armi all’opposizione attraverso i propri confini.

La famiglia Assad ha governato la Siria per i passati 42 anni, il padre di Al-Assad, Hafez ha governato per tre decenni ed era continuamente criticato per la maniera brutale con la quale affrontava i dissidenti. Bashar ha assunto il potere dopo suo padre nell’anno 2000.

Sia il regime siriano che la Free Syrian Army, hanno deciso sulla carta di aderire al piano di pace proposto e mediato da Kofi Annan, l’inviato speciale per le Nazioni Unite e la Lega Araba. Un elemento chiave del paino richiede un cessate il fuoco da parte di tutti i partiti ed il ritiro delle forze Siriane dalle aree popolate.

Ci sono continue testimonianza di attacchi contro i civili ed il cessate il fuoco entrato in vigore il 12 Aprile viene sempre più giudicato inefficace .

Il piano richiede al governo di permettere l’ingresso nel paese a gruppi umanitari e il rilascio dei detenuti, oltre all’apertura al dialogo politico ed il ritiro delle truppe dai centri abitati. Infine una dozzina di osservatori delle Nazioni Unite sono in Siria ed un totale di 300 sono attesi entro fine mese per monitorare il piano di cessate il fuoco.

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