(ASI) La nuova "National Security Strategy" di Donald Trump rappresenta una sfida e, al contempo, un’opportunità senza precedenti per l'Europa. Secondo la ricerca a firma di Luca Lanzalone e Lorenzo Somigli, i paesi UE dovrebbero cogliere la presidenza "proattiva" per ammodernare il proprio sistema produttivo sfruttando capitali, tecnologia e know-how nordamericani.
Gli autori definiscono Trump un presidente "rivoluzionario" che, archiviato il libero scambio, riafferma un blocco a guida statunitense pur restando ancorato alle direttrici classiche della geopolitica, come la dottrina Monroe. La strategia si articola su tre assi: la creazione di una regione panamericana integrata, il sostegno alla rinascita di un'Europa oggi percepita come "ventre molle" della NATO a causa della sua crisi economica e spirituale, e una storica convergenza con la Russia.
In questo scenario, le critiche di Trump all'Europa sono considerate "fondate". Per gli analisti, la collaborazione con Washington non è solo necessaria, ma è la chiave per superare la marginalità militare e industriale del Vecchio Continente.
*Fonte foto Lorenzo Somigli



