EuroChem–Tecnimont: una disputa da due miliardi che intreccia diritto, affari e geopolitica

(ASI) La vicenda che vede contrapposte Tecnimont S.p.A., società italiana del gruppo Maire attiva nell’ingegneria industriale, ed EuroChem Severozapad-2. 

(ASI) La vicenda che vede contrapposte Tecnimont S.p.A., società italiana del gruppo Maire attiva nell’ingegneria industriale, ed EuroChem Severozapad-2, una delle principali realtà chimiche russe, è diventata uno dei dossier più significativi nel contesto delle tensioni economiche sorte tra Mosca e l’Unione europea dopo l’introduzione delle sanzioni internazionali. Il tribunale arbitrale di Mosca ha infatti deciso di estendere a Tecnimont la responsabilità solidale in un procedimento già in corso contro la sua filiale russa MT Russia, per un valore di 202,7 miliardi di rubli, circa 2 miliardi di euro.

La controversia nasce dai contratti firmati nel 2020 per la costruzione di un grande impianto di produzione di ammoniaca e urea a Kingisepp, nella regione di Leningrado. Il progetto, impostato con un prezzo fisso e una consegna prevista per settembre 2023, era considerato tra i più imponenti affidati a un’azienda europea in Russia prima dell’invasione dell’Ucraina. Tuttavia, nel maggio 2022 Tecnimont ha sospeso le attività, sostenendo che le norme europee sulle restrizioni all’export di tecnologie e servizi verso la Russia impedivano la prosecuzione dell’appalto.

EuroChem ha contestato questa posizione, accusando la società italiana di aver interrotto unilateralmente l’esecuzione del contratto quando l’avanzamento dei lavori non superava il 25%. La committente aveva inoltre segnalato ritardi significativi già dall’autunno del 2021, quindi in un periodo precedente all’entrata in vigore delle sanzioni, respingendo le richieste di revisione dei termini economici e temporali avanzate da Tecnimont.

Il 2 settembre 2025 EuroChem ha presentato un’azione legale con cui chiede la restituzione degli anticipi non utilizzati e il risarcimento dei danni derivanti dalla sospensione del progetto. Con una decisione successiva, il tribunale russo ha incluso anche la capogruppo italiana tra i soggetti chiamati a rispondere, aprendo alla possibilità di azioni esecutive nei confronti di Maire-Tecnimont non solo in Russia, ma anche in Paesi considerati politicamente vicini a Mosca, come gli Stati della CSI e quelli del blocco BRICS, ampliato di recente con Iran ed Egitto.

Parallelamente, la società italiana è coinvolta in un procedimento presso la High Court of Justice di Londra concernente sei garanzie bancarie on-demand, per un totale di circa 212 milioni di euro, emesse da istituti come Société Générale e ING Bank a copertura del progetto di Kingisepp. Il 31 luglio 2025 la Corte britannica ha stabilito che EuroChem non può attivarle, poiché la società è considerata sotto il controllo dell’imprenditore Andrey Melnichenko, soggetto a sanzioni dell’Unione europea. Secondo i giudici, permettere l’escussione delle garanzie avrebbe comportato la violazione delle norme europee sul congelamento dei beni, garantendo così un esito favorevole a Tecnimont.

Resta aperto il procedimento in Russia, la cui prossima udienza è fissata per il 27 novembre 2025. Una decisione definitiva non è attesa prima della metà del 2026. L’evoluzione del caso potrebbe avere conseguenze rilevanti: da un lato, Tecnimont ha ottenuto una pronuncia favorevole in una giurisdizione autorevole come quella londinese; dall’altro, si trova a dover affrontare un giudizio in un contesto dove il peso del fattore politico può incidere sulla prevedibilità delle decisioni.

La vicenda di Kingisepp evidenzia le difficoltà crescenti per le aziende europee impegnate in grandi progetti industriali in Paesi sottoposti a sanzioni. Per Maire, il contenzioso rappresenta un test cruciale rispetto alla capacità di tutelare i propri interessi contrattuali, rispettare il quadro normativo comunitario e confrontarsi con controparti russe intenzionate a far valere le proprie pretese anche in ambito internazionale.

 

 

 

Foto di Arek Socha da Pixabay

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