Istituto Friedman incontra i drusi in Israele: drammatico il tentativo genocida contro i drusi in Siria

(ASI) “Sono stato a Julis, in Israele, centro della comunità drusa e residenza del loro leader spirituale, Sheikh Muwaffaq Tarif. I drusi sono una minoranza religiosa distinta — non musulmana e non cristiana — stimata complessivamente tra 1,5 e 2 milioni di persone nel mondo, con comunità numerose in Siria, Libano, Israele e Giordania.

In Israele, circa 150.000 drusi sono profondamente integrati nella vita civile e istituzionale: prestano il servizio militare, partecipano alla vita politica e sociale e si considerano fieramente cittadini israeliani.

Durante la mia visita ho incontrato i vertici della comunità drusa in Israele e ho invitato in Italia Sheikh Tarif, affinché possa raccontare la situazione dei drusi e denunciare il tentativo genocida che la sua gente ha subito e sta subendo in Siria. È fondamentale che l’opinione pubblica e le istituzioni italiane ed europee ascoltino la sua voce e comprendano la gravità della minaccia che pesa su questa minoranza.

Quello che si è verificato l’estate scorsa in Siria, nell’area di Sweida e nei villaggi circostanti, non é l’effetto collaterale di un conflitto. Secondo testimonianze locali e rappresentanti della comunità, le milizie jihadiste hanno perpetrato attacchi di inaudita violenza contro la popolazione drusa: migliaia di morti, distruzione di villaggi e sofferenze che hanno lacerato intere famiglie. È un attacco che, per modalità e obiettivi, va letto come un tentativo di cancellazione di un gruppo etnico e religioso.

Fonti druse e testimoni indicano che alcune di queste milizie risultano collegate a forze fedeli al nuovo quadro di potere siriano, in cui figure di ex terroristi come l’attuale presidente. Di fronte a queste denunce, lo Stato di Israele ha reagito con attacchi mirati e con un supporto operativo e umanitario che ha permesso a molte comunità di resistere e riconquistare parte dei loro territori. Rimane però una situazione critica: decine di villaggi mantengono condizioni di insicurezza e molte infrastrutture sono state distrutte. La protezione dei drusi è oggi un imperativo non solo morale, ma anche strategico per la stabilità regionale.

Parlare di genocidio non è un atto retorico: si tratta di riconoscere quando la violenza è diretta non a bersagli neutri ma a un gruppo identificabile in quanto tale (e quando le vittime non sono accidentali). Se la comunità internazionale vuole evitare che questa tragedia si aggravi, deve intervenire con misure concrete — politiche, umanitarie e, dove necessario, operative — per proteggere le popolazioni civili e perseguire i responsabili.

L’Istituto Milton Friedman esprime piena solidarietà ai drusi e rinnova l’appello alle istituzioni internazionali affinché riconoscano l’urgenza della situazione, sostengano i corridoi umanitari e lavorino per assicurare responsabilità e protezione alle minoranze prese di mira. Onore ai drusi, alla loro storia e al loro contributo alla convivenza nella regione.“ Così in una nota Alessandro Bertoldi, Direttore esecutivo dell’Istituto Milton Friedman.

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