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Politica Estera

ACS: si intensificano gli attacchi dei ribelli islamisti nel nord del Mozambico

Di Redazione ASI 14 Febbraio 2024 – 14:14 3 min di lettura

(ASI) "Secondo le informazioni fornite ad Aiuto alla Chiesa che Soffre (ACS) dai missionari locali, diversi nuovi e simultanei attacchi da parte di ribelli armati islamici continuano a scuotere la provincia di Cabo Delgado, nel nord del Mozambico. Negli ultimi giorni si sono infatti verificati diversi nuovi raid in città e villaggi con conseguenti omicidi e rapimenti.

Il 9 febbraio scorso i terroristi, che rivendicano fedeltà al sedicente Stato islamico, hanno attaccato tre comunità nella zona di Mazeze, a sud di Pemba, capitale di Cabo Delgado. «Sono state bruciate le chiese, così come le case della popolazione», racconta ad ACS un missionario locale, che ha chiesto di restare anonimo per motivi di sicurezza. Gli attacchi, insieme alle voci di ulteriori fenomeni terroristici nelle località vicine, hanno portato allo sfollamento di centinaia di persone, che in molti casi hanno camminato per lunghe distanze nella boscaglia per trovare rifugio a Pemba o nella città più vicina di Chiúre.

Una missionaria, che ha chiesto di restare anche lei anonima, ha affermato che i terroristi hanno distrutto case e chiese in diversi villaggi e ora sono «diffusi nei distretti meridionali e centrali» di Cabo Delgado, anche se «l’obiettivo finale degli spostamenti o degli attacchi non è chiaro». «Sì, anche molti missionari sono stati sfollati», racconta ad ACS un sacerdote locale. «Il villaggio attaccato nella regione di Chiúre era già stato aggredito circa due anni fa, ma la questione religiosa non riguarda solo i cattolici. Non hanno limitato i loro attacchi ai villaggi con chiese cristiane. Come sempre attaccano assolutamente tutto, comprese le chiese, ma anche le moschee, e prendono di mira soprattutto la popolazione e le sue case».

Inizialmente, gli insorti prendevano di mira soprattutto strutture militari o governative, nonché villaggi e comunità civili, senza discriminare tra i musulmani, che in questa regione del Mozambico sono la maggioranza, e cristiani. Negli ultimi anni sono stati tuttavia segnalati attacchi a obiettivi e comunità specificamente cristiani, compresi i casi in cui i jihadisti hanno separato i cristiani dai musulmani giustiziando solo i primi.

Oltre a intensificare il numero degli attentati, i terroristi sembrano diventare anche più audaci nei loro metodi. In un recente attacco condotto contro la città di Mucojo, a gennaio, invece di distruggere case e fuggire nella boscaglia, i jihadisti si sono trattenuti per almeno due giorni, nonostante la vicina presenza delle forze armate del Mozambico e di altri Paesi alleati, i quali stanno cercando di contribuire ad arginare la violenza. Poco più di una settimana dopo, il 31 gennaio, i terroristi hanno teso un’imboscata a un convoglio militare, uccidendo due soldati mozambicani.

L’insurrezione in Mozambico ha già causato almeno cinquemila morti e lo sfollamento di oltre un milione di persone, anche se questi numeri sono datati e quindi quelli attuali sono probabilmente significativamente più alti. La Chiesa cattolica è profondamente impegnata nel sostegno agli sfollati nel nord del Paese e sta tentando di favorire una soluzione pacifica al conflitto.

Nel continente africano il Mozambico è un Paese prioritario per Aiuto alla Chiesa che Soffre. La fondazione pontificia ha sostenuto diversi progetti, tra cui l'assistenza pastorale e il sostegno psicosociale alle vittime del terrorismo, ma anche la fornitura di materiali per la costruzione di centri comunitari e l'acquisizione di veicoli per i missionari che lavorano con i centri di reinsediamento che accolgono le famiglie in fuga dalla violenza."  Così in una nota Aiuto alla Chiesa che Soffre - Italia.

Nota della Redazione

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