Vaiolo delle scimmie e Covid: emergenze infinite come metodo di governo. Cosa potrebbe aspettarci?

(ASI) “La crisi mondiale, innescata dalla pandemia del Coronavirus, non ha paralleli nella storia moderna. Molti di noi stanno riflettendo su quando le cose torneranno alla normalità” (conosciuta prima  dell’avvento della malattia ndr). La risposta, in breve, è la seguente: “Mai””.

Scrivevano così, a pagina 8 del loro libro intitolato “Covid 19: The Great Reset” pubblicato nel luglio 2020, Thierry Mallaret e Klaus Shwab,  fondatore del Forum Economico Mondiale (World Economic Forum) che si riunisce ogni anno in Svizzera, a Davos, per discutere di alcune tematiche, ritenute di notevole importanza dalle classi dominanti, legate al nostro pianeta.

Questa scuola “profetica”, priva di argomentazioni razionali o tenute nascoste al grande pubblico, è stata abbracciata anche da altri punti di riferimento del pensiero neoliberale. I  maggiori leader occidentali, dall’ex banchiere di Goldman Sacs insediatosi a Palazzo Chigi, Mario Draghi, alla vestale di Bruxelles dedita alle previsioni più fosche, nonché numero uno della Commissione europea, Ursula von der Leyen, passando per l’anziano di Washington Joe Biden, hanno ripetuto pubblicamente che “arriveranno altre pandemie. Bisogna prepararsi”. Hanno evitato tuttavia di aggiungere dettagli, non spiegando quindi le modalità che hanno consentito loro di pronunciare, con granitica certezza e olimpica compostezza, la sentenza di condanna verso un’umanità terrorizzata.

 La Casa Bianca ha scelto addirittura di stanziare, la scorsa estate in un momento di gravissima difficoltà generata dal considerevole crollo del Prodotto interno lordo (Pil) USA, ben 65 miliardi di dollari per fronteggiare una nuova situazione di pericolo, data per sicura – citiamo testualmente - “entro i prossimi 10 anni”.

 La prudenza immotivata d’Oltreoceano non è stata considerata dall’Italia. Roma, pur ammettendo la veridicità dei rischi sottolineati da Washington, ha scelto di destinare la quantità minore possibile degli aiuti europei, volti a rilanciare le economie in affanno per il duro colpo subito in seguito alle limitazioni imposte ai cittadini e agli imprenditori per i contagi elevati, al settore sanitario. Ha mostrato pertanto concretamente scarsa riconoscenza, verso medici e infermieri, per il coraggio mostrato quando eravamo tutti chiusi in casa.

Il dilagare del vaiolo delle scimmie si situa presumibilmente in tale cornice ermeneutica, su scala globale, impostata sui nefasti presagi proclamati, urbi et orbi, davanti alle telecamere di mezzo mondo.

I casi stanno aumentando infatti rapidamente in tutto il pianeta e allarmando la stessa Organizzazione mondiale della sanità, che ha ritenuto necessario convocare un vertice d’urgenza per valutare i passi da compiere per evitare il peggio. Il flusso di notizie si sta intensificando, di ora in ora, riproponendo (almeno in apparenza) le medesime premesse che hanno determinato lo scenario apocalittico, costruito dal febbraio 2020 tramite il clero giornalistico mainstream completamente succube dei governi, a proposito del Coronavirus. La preoccupazione cresce oggi, proprio come due anni fa, davanti a quella che viene narrata come nuova patologia, anche se è meno sconosciuta rispetto alla precedente.

 La paura inizia così a serpeggiare. L’Istituto superiore di sanità ricorda, agli italiani, che occorre prudenza nei rapporti sessuali. Le persone tornano ad essere ipnotizzate dai quotidiani e dalle tv nazionali.

L’obiettivo è  chiaro: suscitare una richiesta di sicurezza – come ha scritto giustamente il prof. Giorgio Agamben nel caso del Covid - che sarà probabilmente soddisfatta con le limitazioni accettate, dalla maggioranza dei cittadini, con ebete euforia e baldanzosa esultanza.

 E’ difficile dire se torneremo tutti in lockdown, ma è impossibile escluderlo a priori. Il confinamento domiciliare coatto, che in Cina sta avendo in questi giorni un risvolto drammatico a causa dell’alto numero dei suicidi per la disperazione dovuta all’impossibilità di uscire di casa per effettuare gli acquisti di prima necessità, non hai mai avuto nulla di scientifico. Trova la sua collocazione naturale solo nel contesto penitenziario (indica la punizione, rivolta alle persone in carcere, per la violazione delle regole presenti nella struttura in cui sono ospitate).

Il distanziamento è stato definito stranamente, sin dal marzo 2020, come "sociale". Viene da chiedersi il motivo per cui non sia stato usato invece, più correttamente, l'aggettivo "fisico".

 L'anomalia in questione conferma che il principio primo, della società post umana in via di costruzione, è l’assenza di contatti per tutelare da qualche microrganismo la vita (intesa solo però nel senso delle funzioni dell'organismo, diremmo con Aristotele la “zoè”, come mangiare, bere, dormire le e le altre funzioni strettamente vitali).

Il sistema politico annienta però contemporaneaente quella parte di essa (cioè di quella stessa vita che si desidera proteggere) composta dall'insieme di affetti e relazioni sociali.

La giustificazione di tale follia, alla base del primo regime protettivo della Storia su scala mondiale, trova la sua forza nella concetto non scientifico di "asintomatico" (la Medicina autentica riconosce, al suo posto, quello di "portatore sano" di una determinata patologia).

L'elaborazione linguistica ha determinato la diffusione di una ideologia terroristica, sotto la vernice di una falsa oggettività, volta a dimostrare che la battaglia contro il Covid equivale a quella tra le persone che potrebbero veicolarlo. L'isolamento, motivato da un'apparente necessità di salute pubblica, diventa l'arma prediletta delle autorità, nazionali e internazionali, per trasformare radicalmente le vite dei cittadini, stroncando ogni elemento di solidarietà dei ceti meno abbienti a beneficio dei signori apolidi della finanza.

Nessuno nega l’esistenza del vaiolo delle scimmie, né del Coronavirus. E’ corretto individuare le dovute strategie per evitare che le malattie dilaghino, ma bisogna condannare qualsiasi forma di strumentalizzazione della narrazione emergenziale per fini politici. Siamo davanti – come ha sostenuto correttamente il docente Diego Fusaro nel suo libro "Golpe Globale: Capitalismo terapeutico e Grande Reset" (edizioni Piemme) – al primo regime protettivo della Storia, su scala globale, impostato sull’alternanza continua della fase 1 (forti restrizioni) e 2 (allentamento delle stesse). Il nemico invisibile è stato associato – lo abbiamo visto nel caso del Covid – alle persone tramite il concetto, inesistente in Medicina, di “asintomatico” (vocabolo sostituito a quello di “portatore sano”, che aveva una sua logica scientifica più che comprensibile).

 L’uscita dal lockdown cognitivo sarà la condizione necessaria per ritrovare un sano discernimento tra ciò che è vero e quello che è  falso, considerando che i media più in voga sono anche quelli maggiormente influenzati dal potere politico. La comprensione in merito a quali norme di salute pubblica saranno da rispettare e quali da violare, rappresenterà  l’unico elemento di salvezza che ridonerà dignità all’intelligenza umana ed eviterà ulteriori prese in giro da parte di chi, per salvare la vita fisica, uccide consapevolmente quella immateriale che è importante quanto la prima.

Marco Paganelli – Agenzia Stampa Italia

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