(ASI) Mentre il Presidente della Regione Sicilia Musumeci riceveva a Palazzo d’Orleans l’Ambasciatore iraniano Bayat, seguito dal sindaco di Palermo Orlando a Villa Niscemi, ed il Consiglio comunale di Imola confermava il Patto di collaborazione con la Città di Ardakan scegliendo così la via del dialogo, uno sparuto numero di forze politiche di minoranza decideva di continuare a mettere forza ed energia in un'inutile polemica che dura da oltre un mese e che ha tenuto occupata la massima istituzione cittadina per oltre due ore sperando di riceverne in cambio un po' di sana visibilità.

 
Anche gli amici siciliani hanno capito le potenzialità dell'Iran e ringraziato l'Ambasciatore iraniano per l’attenzione verso l'Isola sottolineando “l’antico e solido rapporto con un Paese ricco di storia e di arte” ed elencando le opportunità di scambio economico che coinvolgerà le categorie produttive, le organizzazioni agricole ed industriali.
Il sindaco di Palermo si è spinto oltre impegnandosi infatti per la nascita di un volo diretto che connetta Palermo all'Iran e per promuovere il gemellaggio di Palermo con una città iraniana.
 
Imola su questo tema era, e fortunatamente rimane, più avanti di Palermo avendo capito con anticipo e lungimiranza le possibili opportunità come tra l'altro hanno fatto Venezia, Firenze, Roma, Perugia e Milano gemellate con realtà iraniane.
Il Sindaco Panieri e la sua maggioranza, confermando il Patto, non hanno fatto altro che difendere il diritto della nostra Città a svilupparsi ed aprirsi verso realtà internazionali importanti.
 
Ma i Signori che invece continuano incessantemente a criticare questo patto, hanno capito che hanno rischiato, fortunatamente senza successo, di mettere a rischio posti di lavoro, aziende e scambi commerciali fondamentali per la tenuta socio-economica della nostra Città?
Prima di schierarsi contro a priori, si sono confrontati con le locali realtà produttive e culturali chiedendo il loro parere?
Perché non abbiamo letto di nessun imprenditore o realtà economica/culturale, che conosce o lavora con l'Iran, contrari al patto?
Come mai tutti i politici di cui abbiamo letto ampie dichiarazioni contrarie al patto non hanno mai messo piede in Iran?
Conoscere prima di criticare o giudicare è una regola antica ma sempre valida.
Chi avrebbe poi risposto degli ingenti danni che questi politici avrebbero causato all'economia, ai rapporti ed all'immagine della Città?
 
Anche io durante la mia attività politica ho combattuto numerose battaglie per la mia Città e per i cittadini imolesi ma ho cercato di valutare sempre i documenti ed i progetti nel merito senza criticare a prescindere idee utili alla collettività per un mero tornaconto personale politico o di immagine, attaccando tutto e tutti e confondendo ambiti locali con piani internazionali e di politica interna di un altro Paese.

In qualità di Presidente della società I-Pars che da diversi anni promuove gli scambi culturali ed economici tra Italia ed Iran, di promotore del Patto di collaborazione tra le due Città e soprattutto in qualità di imprenditore esprimo grande soddisfazione a nome mio, delle imprese che promuovo all'estero e di tutte le persone che hanno lavorato e che lavoreranno per il bene della nostra Città e per il dialogo tra i popoli e le culture.
Oltre ai rapporti economici con l'Antica Persia che valgono per il Circondario imolese un interscambio annuale già superiore ai 100 milioni di euro sono in arrivo novità industriali già programmate frutto di collaborazioni tra aziende locali ed aziende iraniane e non mancheremo di promuovere nuove occasioni di confronto tra le due realtà cittadine, lontane geograficamente ma da oggi di nuovo più vicine. Così in una nota  Andrea Zucchini Presidente I-Pars.

 

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