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Politica Estera

Trump toglie 3,8 miliardi al Pentagono per realizzare il muro con il Messico

Di Fabrizio Di Ernesto 14 Febbraio 2020 – 22:54 2 min di lettura

(ASI) Il presidente statunitense Donald Trump dirotterà 3,8 miliardi destinati al Pentagono per realizzare il muro con il Messico; più nel dettaglio i fondi utilizzati saranno quelli precedentemente destinati a nuovi aeromobili, navi e attrezzature navali in pratica dirottando al Dipartimenti della Sicurezza Nazionale quelli che sarebbero dovuti andare alla Guardia Nazionale.

 

È stato lo stesso Pentagono ad informare diversi membri del Congresso delle intenzioni di Trump, una scelta quella del presidente che non richiede l'autorizzazione del Parlamento e che farà salire ulteriormente i costi utilizzati dall’amministrazione Trump per realizzare la barriera al confine meridionale del paese.

Chris Mitchell, portavoce del Pentagono, ha dichiarato che il segretario alla Difesa, Mark Esper “ha autorizzato un supporto di 3,8 miliardi per costruire circa 285 chilometri di muro che aiuteranno a proteggere il nostro confine”.

Nel frattempo Trump ha dichiarato di aver esteso la sua dichiarazione di emergenza nazionale su confine meridionale per un altro anno, quindi per tutto il 2020; inoltre ha avvertito il congresso che sono necessarie ulteriori misure per affrontare l’immigrazione illegale, il traffico di droga e i problemi umanitari alla frontiera.

La decisione ha ovviamente provocato la reazione dei Democratici che in una lettera inviata al Pentagono si sono detti “indignati per il fatto che il Dipartimento della Difesa abbia deciso di utilizzare i fondi che il Congresso ha deciso di aumentare per altri programmi. Il saccheggio di questi fondi è semplicemente un attacco agli sforzi fatti per garantire che i nostri soldati cittadini (i riservisti della Guardia Nazionale) siano pronti a rispondere alle catastrofi, sia all'estero che nel paese”.

La barriera tra Usa e Messico detta anche muro messicano o muro di Tijuana, è una barriera di sicurezza costruita lungo il confine tra i due paesi. La sua costruzione ha avuto inizio nel 1990 durante la presidenza George Bush quando la polizia di frontiera elaborò allora la strategia “Prevenzione attraverso la Deterrenza”, in base a cui, tra le altre cose, iniziò a costruire recinzioni e ostacoli sul confine, in particolare nell’area di San Diego. Il primo tratto, di 14 miglia (22,5 km), fu completato nel 1993.

Nel 1994 durante la presidenza di Bill Clinton la barriera fu sviluppata ulteriormente. L’iniziativa più evidente fu quella di aggiungere una presenza fissa di forze di polizia al confine.

La barriera è fatta di lamiera metallica sagomata, alta dai due ai quattro metri, e si snoda per chilometri lungo la frontiera tra Tijuana e San Diego. Il muro è dotato di illuminazione ad altissima intensità, di una rete di sensori elettronici e di strumentazione per la visione notturna, connessi via radio alla polizia di frontiera statunitense, oltre ad un sistema di vigilanza permanente effettuato con veicoli ed elicotteri armati.

Fabrizio Di Ernesto - Agenzia Stampa Italia

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