(ASI) - Si è tenuto venerdì il vertice tra il Presidente turco Recep Tayyip Erdoğan e la Cancelliera Angela Merkel, a Berlino. Il tema principale era la situazione in Siria, per la quale la leader tedesca ha poi annunciato un vertice con Erdoğan, Vladimir Putin e ed Emmanuel Macron.

Ma la visita di Erdogan aveva anche lo scopo di raffreddare i rapporti tra i due Paesi, diventati tesi a causa di presunti “nemici dello Stato” turco o “terroristi” presenti in Germania, tra cui l’ex direttore del quotidiano turco Cumhuriyet, Can Dündar, e dei cinque cittadini tedeschi ancora in carcere in Turchia. Le principali novità sono arrivate dalla trattativa avviata per trovare un accordo sull’avvio di un processo di pace in Siria. “Siamo favorevoli a un incontro a quattro con il presidente turco, il presidente russo, il presidente francese e io, perché la situazione è sempre fragile. Abbiamo l’ambizione che si tenga a ottobre”, ha detto Merkel. Al centro della riunione ci sarà la questione di Idlib, ultimo grande bastione dell’opposizione in Siria e contro cui le forze governative, sostenute da Mosca, preparano da settimane un’offensiva. La Turchia, che sostiene i ribelli, e la Russia si sono sentite a metà ottobre per individuare una zona demilitarizzata destinata a evitare una crisi umanitaria e la fuga potenziale di centinaia di migliaia di rifugiati verso la Turchia e poi verso l’Europa. Erdogan aveva già detto quest’estate di voler ospitare a Istanbul un summit a quattro, il 7 settembre, ma il meeting non ha mai avuto luogo. 

Tra le richieste della Turchia c’è anche la consegna dell’ex direttore del giornale turco, già condannato a 5 anni e 10 mesi di carcere dal Tribunale di Istanbul con l’accusa di violazione del segreto di Stato per avere pubblicato lo scoop sul passaggio di armi in Siria. Ma non era solo Dündar l’oggetto delle richieste di Erdoğan: il Presidente si è presentato da Merkel, riferisce il quotidiano turco Yeni Asir, con una lista di 69 nomi: 69 “terroristi”, sospettati di essere seguaci del Partito dei Lavoratori del Kurdistan (Pkk) o del Movimento Hizmet di Fetullah Gülen, che il governo tedesco avrebbe dovuto riconsegnare alla Turchia.

 

 

Claudia Piagnani - Agenzia Stampa Italia

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