(ASI) Svezia- Ennesimo Paese alla ricerca di una maggioranza stabile, fra i venti del populismo euroscettico e la crisi dei partiti tradizionali. Le elezioni 2018 in Svezia portano il lungo nome di Sverigedemokraterna il partito di estrema destra, antieuropeista e sovranista, sul quale erano puntati i riflettori di tutta Europa. Il malcontento per l'immigrazione e il nodo sicurezza hanno suscitato durante la campagna elettorale molte incertezze, ma non tali da rivoluzionare i numeri in parlamento dopo la prova delle urne.


I Democratici svedesi dell'ultradestra guidati da Jimmie Akesson hanno conquistato il 17,6%, il triplo dei seggi rispetto al 2010 e un balzo in avanti di quasi 5 punti percentuali, confrontando i risultati con le precedenti elezioni del 2014 (12,9%). Il leader dalla loro sede di Stoccolma afferma di avere vinto, ma quel che emerge è solo forte instabilità ai fini della formazione di una maggioranza. La coalizione di centrosinistra, nata dall'unione di socialdemocratici, verdi e sinistra radicale, è arrivata al 40,6%. Non abbastanza per governare, per quanto con il 28,4% i socialdemocratici siano ancora il primo partito.
Dall'altra parte, sui 7,3 milioni di svedesi che sono andati alle urne, il centrodestra è stato votato dal 34,6%, confermando la nascita di un Paese politicamente tricefalo, ma sempre soggetto a un sistema bipolare. È probabile che con questi numeri si possa tentare nei prossimi giorni una grosse koalition dei partiti moderati, lasciando l'opposizione all'ultradestra. Nelle stesse ore Akesson ha detto però di essere pronto a dialogare con il centrodestra per formare una coalizione alternativa, ma più restrittiva nei confronti dell'immigrazione.
Nonostante i timori della vigilia, otto elettori su dieci hanno votato per i vecchi partiti, senza cedere alla tentazione populista. Il premier socialdemocratico Stefan Löfven ha espresso soddisfazione per essere riuscito ad «arginare l'onda nera dei fanatici». La crescita dell'ultradestra è stata rallentata, ma registra comunque il bisogno di sicurezza di un elettorato che, senza essere apertamente contro l'Ue, mostra ora un atteggiamento più diffidente.
La Svezia non entrerà a far parte dei Paesi del blocco Visegrad, ma ai partiti saranno richiesti molti sforzi per trovare un accordo. Come di prassi a Stoccolma, ci saranno due mesi di consultazioni e fino a quattro tentativi possibili per formare una maggioranza, tenuto conto che alle consuete alleanze di partito mancano oltre 30 seggi alla soglia minima della governabilità. Il crollo del centrosinistra rispetto alle tornate elettorali passate ha portato 144 seggi. Per il centrodestra sono 143, davanti ai sovranisti con 62. Se non sarà raggiunto un accordo, si renderanno necessarie nuove elezioni.
Lorenzo Nicolao - Agenzia Stampa Italia

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