(ASI) Catalogna - Nella giornata del 21 Dicembre 2017, più di cinque milioni e mezzo di spagnoli della Catalogna sono state chiamati al voto per eleggere i nuovi deputati del Parlamento Regionale di Barcellona.

L'affluenza ai seggi è stata dell'81,94%. Dopo il referendum sull'indipendenza tenutosi il 1 Ottobre dove ha vinto il sì ottenendo il 90% dei voti , il cammino per la secessione catalana continua e nonostante i primi ostacoli incontrati, sembra avviarsi ormai alla conclusione. Il 21 Ottobre, con la dichiarazione d'indipendenza e il successivo scioglimento del Parlamento della Catalogna da parte del governo spagnolo Rajoy, vennero indette elezioni anticipate per la giornata del 21 Dicembre. 

Dopo lo spoglio delle schede, i risultati mostrano inequivocabilmente che le tre liste del fronte indipendentista - Erc del vicepresidente Oriol Junqueras in carcere a Madrid, JxCat dell'ex President Carles Puigdemont che si è autoesiliato a Bruxelles e gli antisistema della Cup - riconquistano insieme la maggioranza assoluta con 70 seggi su 135. Un importante dato da tenere in considerazione è il successo del partito centrista unionista Ciudadanos, che diventa la prima formazione catalana battendo il Partido Popular di Rajoy, rappresentato in Catalogna da Xavier Garcìa Albiol. Guidato dalla giovane 31enne Inés Arrimada e contrario all'indipendenza, Ciudadanos ottiene 36 seggi, e arriva primo in voti. JxCat dell'ex Presidente Carles Puigdemont è secondo con 34 seggi, davanti a Erc di Junqueras con 32. Il terzo partito indipendentista, la Cup, ottiene 4 seggi. Tra gli unionisti arrivano secondi i socialisti di Miquel Iceta con 17 deputati, mentre al Pp restano solo 4 seggi.

Complessivamente, il fronte della secessione ha vinto ottenendo il 48% dei voti contro il 43,5% dei tre partiti unionisti.

Queste le parole di Puigdemont da Bruxelles: "Il futuro della politica in uno stato democratico lo decidono sempre gli elettori. Non si possono avere soluzioni se non con il rispetto delle urne. All'Europa diciamo che la ricetta di Rajoy non ha funzionato, occorre cambiare la ricetta". Si dice inoltre pronto a inotrare Rajoy ma non in Spagna.

Dal canto suo il premier spagnolo Mariano Rajoy si è detto pronto ad avviare una fase di dialogo con il governo catalano, anche se si è rifiutato di incontrare Puigdemont. E poi aggiunge: "Io dovrei incontrare Ines Arrimadas che ha vinto le elezioni".

Dopo le elezioni quindi, il problema maggiore rimane ora quello di formare il nuovo governo. La sessione costitutiva dell'assemblea catalana dovrà tenersi entro il 23 Gennaio, il primo turno dell'elezione del Presidente il 10 Febbraio.

 

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