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(ASI) I rapporti tra Europa e vicinato meridionale saranno il tema al centro del Consiglio dei Ministri degli Esteri UE in programma a Bruxelles lunedì 23 maggio. In particolare, si discuterà degli sviluppi in Siria, Libia, Yemen e Medio Oriente, su cui ci saranno conclusioni formali. Lo ha reso noto il portavoce del Ministro Frattini, Maurizio Massari, nel consueto briefing con la stampa. Siria: in discussione c’è l’ampliamento della lista di persone all’interno del regime soggette a sanzioni (embargo nella vendita di armi, congelamento dei beni e divieto di viaggio). L’Italia, ha ricordato Massari, ribadisce che "occorre fermare le violenze, aprire il dialogo nazionale e far partire il processo di riforme annunciato dal regime".
Libia: si parlerà del ruolo dell’UE - che sta per aprire un ufficio a Bengasi - e dell’assistenza nel breve, medio e lungo periodo. Per l’Italia ci sono "evidenti segnali di erosione del regime, continuano defezioni importanti e la strategia internazionale sta funzionando". Viene ribadito il "pieno sostegno al Cnt, che sta allargando le rappresentanze interne a esponenti del sud e dell’ovest del Paese, nel quadro di un Libia unita". L’Italia è inoltre "attiva nell’institution bulding e sta inviando esperti sul posto per capire quali siano le necessità della ricostruzione".
Yemen: la situazione "resta fluida" e si attende la firma dell’accordo annunciato tra il regime e l’opposizione alla presenza dei rappresentanti del Consiglio di Cooperazione del Golfo, che ha avuto "un ruolo importante di mediazione" e la cui iniziativa l’Italia "sostiene fortemente", nell’ottica di un "trasferimento pacifico dei poteri e del dialogo nazionale". L’auspicio italiano è che l’intesa "sia formalizzata quanto prima senza ulteriori ritardi", perché la pacificazione è la "precondizione" per far ripartire un Paese tra i più poveri della regione. L’Ue "deve essere pronta al pieno sostegno", mentre l’Italia ha "già finanziato progetti di capacity bulding".
Medio Oriente: come delineare l’azione dell’Ue, anche alla luce del discorso del presidente americano Barack Obama e della prossima visita alla Casa Bianca del premier israeliano Benjamin Netanyahu. Il governo italiano, ha sottolineato Massari, ha "fortemente apprezzato" il discorso di Obama ed ha manifestato questo apprezzamento attraverso l'ambasciatore a Washington, Giulio Terzi. Il discorso di Obama è "portatore di una visione innovativa del Medio Oriente che l'Italia condivide pienamente e sulla cui concreta realizzazione continuiamo a impegnarci insieme con gli Usa e gli altri alleati". Sul processo di pace l’Italia è per "l'immediato avvio dei negoziati tra le due parti" ed è contraria ad "iniziative unilaterali" ed anche la "non azione non è un'opzione perché fornisce un alibi alle forze destabilizzatrici della regione".
A margine del Consiglio dei Ministri degli Esteri, Bruxelles ospiterà per la prima volta una riunione dell’Iniziativa Adriatico-Ionica (IAI), quest’anno a presidenza montenegrina. Per Massari è il segnale che "tutti i paesi dell’area vedono nell’UE la loro collocazione naturale". L’IAI raggruppa otto Paesi (Italia, Grecia, Slovenia, Croazia, Serbia, Albania, Bosnia e Montenegro), ed è un progetto lanciato undici anni fa ad Ancona con l’obiettivo di arrivare, entro il 2014, alla creazione di una macro-regione adriatico-ionica all’interno dell’Ue, sulla scia delle macro-regioni del nord Europa.

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