Martedì, 4 Agosto 2026
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Politica Estera

ISIS sconfitta, Siria verso la pacificazione. Prossimo bersaglio: il Libano. Prima dell'Iran?

(ASI) Da un mese circa a questa parte la situazione nel Vicino Oriente sta cambiando radicalmente. L'ISIS continua ad essere sconfitta sul campo e progressivamente neutralizzata. Cadono le sue ultime roccaforti, i Governi legittimi di Siria ed Iraq si riappropriano dei territori nazionali che gli erano stati sottratti del cosiddetto Califfato islamico (Daesh).

Di Niger September 11 Novembre 2017 – 16:13 2 min di lettura

L'auspicata pace nella regione, evidentemente, non soddisfa l'Arabia Saudita ed è incompatibile con la sua politica imperialistica camuffata da guerra religiosa di Sunniti contro Sciti. Analogo interesse mostra Israele che, come i governanti sauditi, punterebbe alla destabilizzazione della regione per estendere la propria area di influenza ed un territorio, che già - non è da dimenticare - include il Golan siriano, parte del Libano del Sud e, soprattutto i territori palestinesi occupati con la guerra nel 1967. Chiuso definitivamente il fronte siriano, consolidata l'alleanza turco-russa e russo-egiziana, ai nemici della pace sembra rimanere solo la prospettiva di destabilizzare il Libano, mettendo cristiani contro mussulmani. La tecnica è già stata sperimentata con successo in passato, e adesso i nemici della pace medio-orientale sembrano riprovarci. La "fuga" del primo ministro libanese, il cristiano Hariri, è letta da più osservatori politici come una montatura propagandistica contro i mussulmani di Hezbollah, il cui fondamentale ruolo militare e politico contro l'ISIS è largamente riconosciuto. In realtà non si tratterebbe di una fuga, ma, come denunciano anche autorevoli fonti libanesi, di una sospetta permanenza di Hariri nella capitale saudita, anche se qualcuno già parla di sequestro di persona. Forti della tragica esperienza vissuta, che portò alla guerra civile e alla distruzione di Beirut ad opera di Israele, i Libanesi tutti devono temere soprattutto una cosa: il riesplodere della violenza terroristica fatta di omicidi, attentati e bombe, con un conseguente rinnovato scontro fratricida. che gioverebbe soltanto alle potenze imperialistiche della regione ed all'apparato militare-industriale USA, che continua a fare affari d'oro con la massiccia vendita di armi. I prossimi giorni potrebbero essere rivelatori. Sta di fatto che ogni azione bellica nella regione si profila come una guerra non più solo economica degli USA e  alleati contro la Repubblica Islamica dell'Iran. Un passo avanti  verso la guerra globale, perché né Russia e Cina si limiterebbero a osservare. Inerti.

Nigerseptomber - Agenzia Stampa Italia

 

 

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