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 (ASI) È stata una domenica di fuoco quella di ieri nel il 63° anniversario della costituzione dello stato di Israele. Con la Nakba (catastrofe) iniziò l’esodo di centinaia di migliaia di palestinesi. Ieri, nei confini di Israele, si sono verificati scontri con morti e feriti causati dagli spari dell’esercito israeliano.

Questo il resoconto della Agenzia Stampa Infopal.it:

Cisgiordania. Il ministro della Difesa di Israele, Ehud Barak, ha disposto un cordone di sicurezza assoluto in tutta la Cisgiordania, mentre i coloni israeliani hanno chiesto all'esercito di usare il pugno di ferro contro le manifestazioni palestinesi previste nella giornata.
Il Consiglio dei coloni ha proposto di mettere al bando qualunque manifestazione pubblica palestinese in concomitanza con la Nakba.

Ad al-Quds (Gerusalemme) è stato preordinato un piano di sorveglianza particolarmente rigido. Ad 'Essawiyah, a nord della Città santa, sono sorti scontri con i residenti palestinesi, sei dei quali sono stati arrestati dalle forze d'occupazione israeliane. A decine, i palestinesi hanno tentato di dirigersi verso Qalandiya, in direzione di Ramallah, ma l'esercito israeliano ha risposto con proiettili e gas lacrimogeni.

150 sono rimasti feriti mentre 20 sono stati i feriti ad al-Khalil (Hebron), i cui ingressi principali erano stati sbarrati e i terreni agricoli circostanti devastati dai militari israeliani.

Arresti e feriti negli episodi pubblici a Walajah (Betlemme); altre numerose marce si sono svolte in direzione dei check-point fuori dei centri cittadini nel nord della Cisgiordania.

Striscia di Gaza. numerosi palestinesi hanno tentato di raggiungere il valico di Eretz (Beit Hannun), a nord di Gaza), ma l'artiglieria ha lanciato un'offensiva: oltre 120 cittadini sono stati feriti, molti sono gravi.

Il nostro corrispondente ha riferito che "tra le vittime vi sono numerosi bambini e un giornalista".
Tutti sono stati soccorsi tra l'ospedale Kamal 'Adwan (nord) e ash-Shifa (Gaza City).
Il corpo non identificato di un 18enne palestinese è stato rinvenuto senza vita a poche ore dall'attacco israeliano, ad est di Gaza City.

Ancora, ad 'Amman, 25 manifestanti sono stati feriti nella repressione della polizia. I presenti hanno tentato di raggiungere il confine con la Cisgiordania. Alla folla di duemila persone si sono uniti anche numerosi internazionali e, similmente a quanto hanno chiesto ieri studenti e cittadini egiziani, anche in Giordania i manifestanti hanno spinto per l'espulsione dell'ambasciatore di Israele.

Altre aree della Giordania sono state interessate ieri da sit-in e raduni in ricordo del 63° anniversario della cacciata dei palestinesi.

Siria. Centinaia di palestinesi e siriani hanno manifestato a Majdal Shams, a nord delle Alture del Golan. Qui a decine sono rimasti feriti mentre quattro sono stati uccisi.

Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, presente ieri a Gerusalemme ha dichiarato a Shimon Peres la speranza “che entrambe le parti creino le condizioni per la ripresa del negoziato diretto tra israeliani e palestinesi prima di qualsiasi decisione all’assemblea generale delle Nazioni Unite di settembre” – e ha proseguito - “l’Italia sostiene fermamente i diritti di Israele di esistere e di esistere in sicurezza”.

 

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