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Politica Estera

Hillary-Trump. Questa notte il primo confronto in TV per le Presidenziali

Di Lorenzo Nicolao 26 Settembre 2016 – 12:05 2 min di lettura

1474190201 trump hillary(ASI) New York - Sarà solo il primo di tre, ma già è aria di finalissima. Dopo tanti attacchi e accuse a distanza finalmente la corsa per la Casa Bianca decollerà con il primo dibattito televisivo. Moderato da Lester Holt della Nbc, il faccia a faccia si terrà alla Hofstra University di New York a partire dalle 21:00, orario locale, le tre di notte italiane.


Da una parte il magnate repubblicano Donald Trump, dall'altra la candidata democratica Hillary Clinton. Nessuno dei due gode di grande popolarità, entrambi nascondono una variabile infinita di incognite, tante quanto l'efficacia dei dibattiti televisivi ai fini degli esiti elettorali.

Il comportamento di Trump sarà come al solito imprevedibile, molti gli consigliano di evitare le risse verbali e apparire quasi noioso per dare un'impressione più presidenziale.
Hillary Clinton ha i suoi argomenti taboo, tra il terrorismo che favorirebbe come tema il suo rivale e lo spinoso caso del server privato usato per le email del Dipartimento di Stato. Fra le incertezze è difficile pronosticare cosa potrebbe aiutarla in quanto donna, quale tipo di atteggiamento assumere per apparire meno presuntuosa e più affabile con l'elettorato.

Hillary ha chiesto a gran voce che il moderatore stuzzichi Trump sulla veridicità delle proprie dichiarazioni. Il magnate si difende dicendo di lasciar fare al fine di un giornalismo meno parziale.
Il timore è che il dibattito diventi uno scontro frontale privo di contenuti e ricco di stereotipi, luoghi comuni che i due candidati già incarnano da tempo.
Trump è presuntuoso, maschilista e bullo. Hillary è da molti considerata fredda, calcolatrice, doppiogiochista e ipocrita.

Di certo si può dire che sarà uno show, non solo della politica, da 100 milioni di spettatori e seguito quanto il Super Bowl. Un'ora e mezza di faccia a faccia con tre temi guida, orientamento dell'America, modi per farla tornare prospera e sicurezza nazionale, dove non mancheranno reciproci attacchi.

Un elettore su tre è convinto che il dibattito possa determinare la scelta finale alle urne l'8 novembre. Barack Obama perse contro Mitt Romney nel 2012, eppure consolidò lo stesso la ricandidatura. Al Gore apparve presuntuoso e sgradevole a un elettorato che gli preferì George W. Bush.
Quindi, come nelle finali delle teste di serie nei campionati sportivi, la trepidazione non può mancare per quello che appare il primo dei tre round dello scontro finale, quello più inglobato nell'era dei social media.
Fioccheranno i commenti da casa a colpi di hashtag e sferzate del web. Se non saranno forniti elementi determinanti già questa notte, tutto si potrà ripetere o recuperare nel corso dei prossimi dibattiti, il 9 e il 19 ottobre, mentre i vice dei due candidati, il repubblicano Mike Pence e il democratico Tim Kaine, si fronteggeranno in un'unica occasione il prossimo 4 ottobre.       

Lorenzo Nicolao - Agenzia Stampa Italia

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