(ASI) Il popolo cinese sta attraversando uno dei momenti più difficili degli ultimi trent'anni.

La Borsa ha risposto male alle tre svalutazioni monetarie volute dal Governo e la classe media non è mai stata così impaurita e insicura sul futuro. La Cina è un paese che sta attraversando un periodo di transizione, ma verso cosa?

L'esplosione nel Tianjin del magazzino di sostanze chimiche (contenente 700 tonnellate di cianuro), non è altro che la metafora di una Cina fragile e insicura sulla direzione da prendere, indebolita da una economia mondiale che sta rallentando e spinte autonomistiche interne in Tibet e nello Xinjiang. I nodi lentamente stanno venendo al pettine, e i bruschi cali della Borsa cinese potrebbero essere le avvisaglie di uno stato vicino all'implosione. Questo è il risultato di una bolla gigantesca, di una finanza all'eccesso che ha retto finora l'espansione industriale, tanti ambiziosi lavori pubblici gravati da una corruzione dilagante e senza controllo e mercato immobiliare gonfiato all'inverosimile. La svalutazione della moneta, più che una soluzione ha mostrato i lati deboli di questo sistema di crescita. Mentre negli Stati Uniti il consumatore latita, in Cina il mercato interno potrebbe essere la salvezza, con un numero di consumatori potenziali impareggiabile. Secondo Alessio Fontani, docente di Economia dei mercati monetari finanziari presso la Luiss Guido Carli, in una intervista ha dichiarato: «se i mercati reagiscono con questa volatilità, non è solo la Cina», perché «La crescita globale è sopravvalutata. Ci dicono che va tutto bene, ma in realtà la crisi si è trasformata. Il sistema non ha ancora trovato un equilibrio e la People's Bank of China non sa cosa fare». Dunque è il mondo che si sta fermando.
La Cina aveva bisogno di svalutare la propria moneta? L'idea di dare una scossa all'economia che stava rallentando era buona, i risultati dell'operazione un po' meno. Il risultato è che la Cina spaventa. Perché se crolla lei, gli Stati Uniti la seguirebbero nel baratro.

Guglielmo Cassiani Ingoni – Agenzia Stampa Italia

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