(ASI) Bruxelles – Prima grande vittoria in politica estera per Alexis Tsipras. Dopo l’annuncio dei giorni scorsi con cui rendeva noto di non riconoscere ne sottoscrivere il documento con cui la U.E. proponeva nuove sanzioni contro

Mosca, oggi neo premier greco è riuscito a far pesare il veto greco impedendo la promulgazione di nuove sanzioni alla Russia. Venendo a mancare il sostegno greco a nuove sanzioni, Bruxelles  si è dovuta “accontentare” di prolungare di altri 6 mesi quelle già in vigore. Di fatto si è trattato di una sconfitta sia per Bruxelles, che per il “panzer” tedesco, che hanno dovuto arretrare di fronte all’atteggiamento spavaldo della Grecia di Tsipras.

Se a Berlino si “leccano le ferite”, a Mosca invece gongolano per l’aiuto greco. La Russia di Putin e la Grecia di Tsipras continuano il loro avvicinamento. Di oggi la notizia che Mosca ha annunciato di essere disposta a fornire aiuti finanziari ad Atene. “La Grecia non ha ancora avanzato alcuna richiesta di aiuti” – ha specificato il ministro delle finanze russo Anton Siluanov – “ma se lo facesse saremmo già pronti”.

Sempre nella giornata odierna la Grecia si è ritrovata candidata ad assurgere al ruolo di nuovo “rubinetto” d’Europa da Gazprom, il colosso energetico russo specialista del gas e tra i principali  fornitori d’Europa. A partire dal 2017, Atene potrebbe diventare uno dei nodi strategici più importanti d’Europa. Nei giorni scorsi infatti, il ministro dell’energia russo Alexander Novak , aveva fatto sapere che il progetto “South Stream”, cioè il nuovo gasdotto che avrebbe attraversato il Mar Nero, portando il gas russo in Bulgheria, e da li al resto d’Europa, era da ritenersi definitivamente cancellato. Nella stessa occasione, Novak, aveva però fatto sapere che sarebbero proseguiti i lavori sul “Turkish Stream”, il gasdotto diretto in Turchia che per circa 660km interesserà lo stesso percorso previsto in origine per il “South Stream”. Con tale comunicato veniva di fatto definitivamente sancito che se l’U.E vorrà usufruire del gas russo dovrà rivolgersi alla Turchia dato che è ormai chiara la volontà di Mosca di interrompere le forniture energetiche all’Ucraina. Le motivazioni della cancellazione del “South Stream”, spiegate in una breve nota dal primo ministro Dmitri Medvedev, erano da ricercarsi nei vincoli imposti dalla commissione europea. “Era un buon progetto a cui abbiamo lavorato seriamente, ma siamo stati costretti a rinunciarci. Noi siamo pronti a fare affari ma solo con termini che ci permettano un buon accordo” – ha specificato Medvedev  che aveva poi smentito le voci che parlavano di decisione “umorale” e politica. Mentre oggi, nel corso di una conferenza stampa, Gazprom ha fatto sapere che sta già valutando assieme al partner turco Botas, quale potrebbe essere il punto migliore per varcare il confine con la Grecia mediante un gasdotto che attraversi il braccio di mare che separa le due nazioni.

Il progetto del “Turkish Stream” “allargato” all’Europa potrebbe essere un ottima notizia anche per l’Italia. Infatti Saipem aveva già ottenuto il contratto per la realizzazione di “South Stream” in seguito a un accordo tra Eni e Gazprom nel 2006. Il fatto che il nuovo gasdotto si snodi per buona parte del proprio percorso sul tragitto originariamente previsto per “South Stream”, potrebbe mantenere in gioco l’azienda italiana. Inoltre il collegamento tra la Grecia e il resto dell’U.E. è ancora tutto da decidere. L’Italia rappresenterebbe la soluzione ideale rispetto alle possibili soluzioni “balcaniche”. A favore del nostro paese giocherebbero sia la posizione geografica che la conformazione del territorio mentre i possibili percorsi nella penisola balcanica si troverebbero di fronte difficoltà di ordine orografico, ma anche organizzativo e politico dato il numero di nazioni che verrebbero interessate.

Cenusa Alexandru Rares - Agenzia Stampa Italia

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