(ASI) Kiev – Dopo i tragici scontri della scorsa settimana che hanno fatto vittime sia tra i civili che tra militari di Kiev e milizie separatiste, oggi la crisi ucraina si è avviata verso un ulteriore escalation delle ostilità. Ieri il parlamento di

Kiev, forte di una risoluzione europea dei giorni scorsi  che indicava la Russia come principale responsabile della crisi umanitaria in atto nel paese, ha dichiarato la Russia “stato aggressore” e le autoproclamate repubbliche di Donetsk e Lugansk “organizzazioni terroristiche”. Tale atto è di fatto da considerarsi come l’ultimo passo prima di una possibile dichiarazione di guerra vera e propria. In entrambi i casi Mosca ha risposto parlando di “Accuse deliranti”.

Di oggi invece la notizia di un comunicato dell’Unione Europea con il quale viene fatto sapere che si stanno vagliando possibili nuove sanzioni contro la Russia. Il comunicato ha fatto seguito a un lungo colloquio telefonico riguardante la crisi Ucraina tra la cancelliera tedesca Angela Merkel, e il presidente degli Stati Uniti Barack Obama. Nel corso della telefonata i due leaders hanno espresso preoccupazione per l’aggravarsi della crisi umanitaria e sono stati assolutamente concordi sulle responsabilità russe  in termini di sostegno economico e militare ai separatisti delle regioni orientali del paese.

Il comunicato si è però rivelato un boomerang per la stessa U.E. Infatti sia l’Ungheria che la Grecia hanno disconosciuto il loro sostegno al documento. Il neo premier greco, Alexis Tsipras, ha fatto sapere che detto comunicato sarebbe stato emanato senza l’obbligatoria consultazione preventiva degli stati membri dell’unione, e in particolare senza consultare la rappresentanza greca. Tsipras ha inoltre espresso profondo disappunto per l’atteggiamento dell’Alto Rappresentante U.E. Mogherini nel corso di una conversazione telefonica avuta con lo stesso Tsipras. “Atene non può essere d’accordo con un comunicato emesso senza seguire la procedura per ottenere il consenso di tutti gli stati, e della Grecia in particolare”- ha fatto sapere Tsipras che ha poi aggiunto –“In questo contesto non possiamo dare il nostro sostegno”. Mentre l’Ungheria ha di fatto tenuto fede alla linea impostata dal premier Viktor Orban fin dall’inizio del suo esecutivo, ribadendo che con le sanzioni alla Russia l’Europa “si tira la zappa sui piedi”.

Intanto, nonostante il sostegno occidentale, il governo e l’esercito di Kiev sarebbero sempre più in difficoltà. Di oggi infatti la notizia secondo la quale il documento con cui ieri la Russia è stata dichiarata “stato aggressore”, sarebbe passato con forti opposizioni che starebbero di fatto spaccando l’esecutivo ucraino. Mentre sul campo si fa sentire forte la crisi economica in cui sta precipitando il paese. La cronica mancanza di rifornimenti per le truppe impegnate contro i separatisti, sarebbe all’ordine del giorno. Mentre si starebbero moltiplicando esponenzialmente i casi di diserzione tra le fila dell’esercito di Kiev. A proposito di questo, la Casa Bianca ha fatto sapere che nei prossimi giorni invierà in Ucraina alcuni consiglieri militari per valutare la situazione logistica ed istruire l’esercito ucraino.

Cenusa Alexandru Rares - Agenzia Stampa Italia

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