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(ASI) di Marco Petrelli L'Ucraina, un tempo granaio degli zar, è oggi focolaio di un'insurrezione che rischia di far scivolare, da un momento all'altro, il paese nella guerra civile. Agli occhi di noi occidentali la protesta che vede popolazione e governo contrapposti ha cardine in un agognato tentativo di avvicinamento degli ucraini all'Unione Europea. Una tesi non condivisa da Stefano Bonilauri, direttore di Stato e Potenza, periodico di informazione socialista, secondo il quale “i problemi sociali ed economici dell'Ucraina non potrebbero mai trovare soluzione nell'Unione Europea, poiché l'economia nazionale è completamente proiettata verso i mercati orientali”.

ASI lo ha intervistato. Leggete cosa ci ha raccontato.

- Ucraina in fiamme. All'est piace così tanto l'UE?

In realtà l'Unione Europea non piace a nessun popolo dell'Europa Orientale, già profondamente disilluso dal "benessere" che il capitalismo avrebbe dovuto portare dopo la caduta del Patto di Varsavia. Ciò che accade in Ucraina ha radici storiche, culturali e religiose, legate alla collocazione geografico-politica del Paese. Si tratta in realtà di una minoranza proveniente dalle regioni del Nord-Ovest, storicamente legata alla Chiesa cattolica, alla Polonia e alla Germania, che tenta di trascinare la popolazione ucraina in un confitto con la Federazione Russa. I problemi sociali ed economici dell'Ucraina non potrebbero mai trovare soluzione nell'Unione Europea, poiché l'economia nazionale è completamente proiettata verso i mercati orientali (Russia in primis). L'Ucraina in UE rischierebbe di diventare una nuova Romania (o Bulgaria), completamente asservita ai gruppi economici europei e alla NATO. Manodopera a basso costo, sfruttamento delle risorse minerarie, abbondanti nella parte orientale e maggiormente filo-russa del Paese, e soprattutto l'ennesimo sbocco sul Mar Nero, strategicamente importante coi suoi porti di Odessa, Nikolaev e Sebastopoli.

 

- A suo avviso cosa spererebbe di ottenere quella parte dell'Ucraina desiderosa di entrare in Ue?

Nulla. È solo una rivincita che cova da secoli nei confronti della Russia, considerata dai nazionalisti ucraini il nemico principale del Paese. Quella gente che manifesta a Kiev è carica di odio xenofobo e religioso. Sono i gruppi economici statunitensi, tedeschi, polacchi e francesi che, sotto l'ombrello militare della NATO, sperano di fare il loro ingresso in Ucraina.

 

- Gli USA parlando di repressione violenta: Kiev sta usando sistemi di repressione duri non crede?

A nostro avviso Kiev ha perso fin troppo tempo, cercando di risolvere un problema di ordine pubblico con metodi pacifici, lasciando fare, nell'attesa di temperature rigide e tempeste nevose, mentre invece secondo noi lo schieramento dell'Esercito era necessario sin dall’inizio.

L'ipocrisia statunitense non ha limiti, è solo una questione di opportunismo. Uno Stato serio ha il dovere di intervenire quando un gruppo minoritario tenta di sovvertire l'ordine costituito attraverso atti di insubordinazione tesi alla paralisi dell'attività istituzionale.

 

- SeP si esprime a favore di un riavvicinamento tra Ucraina e Russia, perché?

4) L'Ucraina è un paese slavo-orientale, ortodosso, dove il russo è la prima lingua parlata e scritta nella metà del Paese. Come già detto, l'intera economia nazionale è proiettata verso la Federazione Russa e gli stati ex-sovietici. Il destino del paese è ritornare alla casa madre: l'Unione Eurasiatica, il nuovo progetto di ricomposizione dello spazio post-sovietico. Stato & Potenza, non sostiene solo l'avvicinamento tra i due paesi fratelli, ma l'uscita dell'Italia dall'Unione Europea e il suo avvicinamento all'Unione Eurasiatica.

 

- Da socialista a socialista cosa ne pensa della condanna di Hollande a alle violenze?

5) Hollande non è socialista ma un sionista liberale che, come molti altri politici socialdemocratici occidentali, ha sposato posizioni di complicità con il liberismo euro-atlantico e l’imperialismo della Nato. Continui a occuparsi dei suoi problemi sentimentali, visto che la sua carriera politica è destinata al tramonto.


Marco Petrelli – Agenzia Stampa Italia

 

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