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(ASI) I quotidiani nazionali sono quasi muti di fronte alla tragedia che si sta consumando in Grecia. Dopo la conquista di Atene da parte dei romani, è in atto una seconda conquista, silenziosa e graduale, da parte delle oligarchie economiche internazionali. Il popolo greco la chiama Troika, parola di origine russa che in questo caso sta ad indicare Banca Centrale Europea, Fondo Monetario Internazionale e Unione Europea. Eccoli i nuovi conquistatori in nome dei dogmi neoliberisti. Il rigore dei conti che è stato imposto dagli organismi sovranazionali sta lentamente distruggendo il tessuto sociale della Grecia, facendola precipitare in un clima da guerra civile. In questo clima da guerriglia si inserisce il recente arresto di cinque deputati di Alba Dorata, formazione politica di estrema destra, il seguito all’assassinio del rapper di sinistra Pavlos Fyssas per mano del militante Georgos Roupakias. Tra di loro c’è anche il fondatore e numero uno del partito, Nikos Michaloliakos, già arrestato altre volte per azioni eversive e per trasporto illegale di armi da fuoco. La Corte Suprema ritiene Alba Dorata una associazione criminale responsabile di omicidio, estorsioni e aggressioni violente. I sostenitori del partito nazionalista greco si sono radunati davanti alla sede della polizia durante gli interrogatori per protestare e per sventolare i loro vessilli. Neanche l’ex ministro Akis Tsohatzopoulos è stato risparmiato. Infatti è stato condannato per riciclaggio e corruzione a venti anni di carcere. In Grecia era considerato il simbolo vivente della corruzione e della cattiva gestione della vecchia politica. Mentre proseguono gli scontri nelle piazze e gli arresti, il vice ministro delle finanze annuncia una improbabile ripresa nel 2014 pari allo 0,6% a fronte di una situazione sociale disastrosa e di una nazione da ricostruire, con il turismo notevolmente diminuito, gli stipendi statali ridotti e la disoccupazione dilagante. Quest’ultima si è rivelata una vera e propria piaga per l’economia greca, attestandosi intorno al 27% e toccando la cifra record del 60% per quanto riguarda i giovani. Un altro fattore destabilizzante è rappresentato dal debito insostenibile, situazione aggravata dal rifiuto tedesco di finanziare il taglio dei debiti greci attraverso i bond (proposta proveniente dal Fondo Monetario Internazionale). Gli effetti della crisi si fanno sentire anche nella salute. Secondo un sondaggio condotto dalla società Kapa Research per conto della Scuola Nazionale di Salute Pubblica, un cittadino greco su tre ha ridotto il consumo di farmaci e il 60% degli intervistati ha ammesso che la crisi, giunta ormai al sesto anno consecutivo, ha avuto un impatto negativo sulla sua salute. La Grecia è un Paese straziato, una nazione diversa dall’Italia ma che sta vivendo una situazione simile sotto molti aspetti. Depredata della sua sovranità e della sua dignità, la Grecia ha vissuto un’altra caduta. Un’altra conquista.

 

Guglielmo Cassiani Ingoni – Agenzia Stampa Italia

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