(ASI) Ieri 19 maggio 2013, nei pressi di Tunis e a Qairouan, città situata nel centro del paese, la Polizia si è scontrata duramente contro i militanti d’Ansar Al-charia che si erano dati appuntamento nella città per  partecipare al Congresso annuale. Congresso che l’autorità avevano deciso di vietare.

La decisione della proibizione si fa risalire a due giorni prima la data fissata, quando il governo tunisino, guidato da Ali Larayedh, ha dichiarato il congresso  illegittimo e fuori legge.

La motivazione va ricercata nel fatto che il Movimento radicale, Ansar Al-charia, per gli organi competenti,  rappresenta una minaccia per la sicurezza dello Stato..

Secondo una fonte ufficiale proveniente dal Ministero dell’Interno il raduno dei Salafisti è stato impedito a causa sia per la  violazione della legge e sia perché l’evento minacciava l’ordine e la sicurezza pubblica...

Lo stesso ministero ha poi precisato: « Coloro che sfideranno l’autorità dello Stato e le sue istituzioni, coloro che cercheranno di seminare il panico o di incitare alla violenza e all’odio ne saranno ritenuti pienamente responsabili. »

In un ulteriore comunicato il Ministero ha dichiarato inoltre la sua volontà di fare rispettare la legge:

« Lo Stato si è impegnato a rispettare il diritto di manifestare pacificamente, di preservare la libertà di espressione, la pratica religiosa nonché la predicazione pacifica secondo quanto stabilito dalle leggi in vigore. »

La dura reazione del movimento radicale non ha tardato ad arrivare. Infatti, Abou Iyad, capo d’Ansar Al-Charia ha dichiarato la sua intenzione di entrare in guerra contro il governo. Egli ha accusato in particolare Ennadha di praticare una politica contraria all’Islam.

Poi ha aggiunto: “I miei militanti e sostenitori, malgrado la persecuzione, non potranno essere vinti”; infine,  lo stesso Abou Iyad,  ha lanciato un messaggio di conforto ai partecipanti:

« Dio sa quanto avrei voluto essere con voi nel momento in cui si apre una pagina brillante della storia della nostra patria. Voi avete dimostrato al mondo intero che i vostri sforzi non possono essere vinti nonostante la persecuzione. »

Per impedire lo svolgimento del congresso sono state adottate straordinarie misure di sicurezza.

Per cui, le forze dell’ordine sono intervenute facendo  numerosi fermi ed  arresti tra cui il portavoce dell’Organizzazione, Seifeddine Rais.

Ancora oggi, lunedì 20 maggio, la Polizia ha proseguito l’operazione ed ha arrestato almeno 200 salafisti.

Durante gli scontri d’ieri tra le forze dell’ordine e il movimento Ansar Al-Charia un uomo di 27 anni è rimasto ucciso. Inoltre, si sono registrati molti feriti da ambedue le parti.

Da parte sua, il primo Ministro, Ali Larayedh, nel corso di una conferenza a Doha ha rilasciato la seguente dichiarazione: « le autorità, saranno inflessibili e ciò verrà fatto nel rispetto della legge in vigore.  Questo è un  gruppo esercita la violenza, si oppone allo Stato con la ribellione».

Il partito Ennahda al potere è stato a lungo accusato di lassismo per avere tollerato in particolare le fazioni jihadiste salafite. Tuttavia, il suo atteggiamento verso di loro si è irrigidito

soprattutto dopo che sedici soldati e poliziotti sono stati feriti a fine aprile ed inizio maggio da mine poste dai gruppi armati legati ad Al - Qaeda cha hanno agito al confine con l'Algeria.

Commento:

In Tunisia negli ultimi mesi, numerosi atti di violenza sono stati orchestrati dal Movimento salafista. Il paese del Nord Africa ha vissuto nel 2011 una rivoluzione senza precedenti, che ha costretto il dittatore Ben Ali a fuggire in esilio. Ciò è stato considerato un grande successo politico sia a livello mondiale e sia a  livello regionale. Una rivolta dalla quale si sono ispirati altri Movimenti rivoluzionari della “Primavera Araba”. Tuttavia nella lunga marcia verso la sua ricostruzione, il progresso e lo sviluppo, tanto ancora resta da fare. Lo si deve fare soprattutto di fronte alle minacce di organizzazioni radicali e terroristiche che mettono in dubbio la legittimità dell’attuale governo. Oltre la crisi politica in atto, il paese si trova nella morsa di conflitti sociali dilaganti.  Il terrorismo è una delle preoccupazioni principalE.

Milandou Neftali Herbert - Agenzia Stampa Italia

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