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Politica Estera

Nuovi personaggi sulla scena della presidenza Obama

Di Emanuela Medoro 26 Gennaio 2013 – 19:41 3 min di lettura
(ASI) Riprendo dal New York Times un passo illuminante del discorso pronunciato dopo il solenne giuramento per il secondo mandato di Presidenza: “Noi, la gente, dichiariamo oggi che la più evidente di tutte le verità, che tutti siamo creati uguali, è la stella che ancora ci guida.”

E’ uno dei principi tre fondamentali ispiratori della rivoluzione francese del 1789, quello su cui il presidente Obama lavora con più passione, una volta garantite tutte  le libertà: pensiero, parola, religione ed impresa. Ancora troppo difficile lavorare per la fraternità.

All’inizio del secondo mandato di  presidenza Obama, fortissimo lo chock della strage di Newtown, tanti bambini e le loro giovani insegnanti rubati alla vita per mano di un giovane in preda ad un attacco di follia distruttiva.

Ma era proprio un folle? Aveva a casa sua un arsenale da guerra, non una doppietta per andare a caccia di cervi nella foresta, ma armi da assalto: mitra, fucili, pistole, proiettili, tutto perfettamente pronto per l’uso. Prima di uscire il folle ha sparato alla mamma, che pietà! Però faccio fatica a pensare ad una padrona di casa che  custodisce un armamentario da guerra come noi conserviamo tazze da tè e tovaglie ricamate.  Immediato l’impegno del Presidente, già previsto da lungo tempo,  nel cercare di ridurre o perlomeno controllare il possesso e la circolazione di armi negli USA. Ricordo a questo proposito che la costituzione americana garantisce il diritto di portare armi a difesa della persona e della proprietà.

Un giornale online The Onion, America’s finest news source, nel numero del 22 gennaio 2013, dà notizia di un certo signor   Earl Bailey, un sessantenne biondo e robusto , orgoglioso difensore del diritto al possesso di armi per la difesa di sé e della proprietà privata. Da molti è ritenuto un patriota, un eroe che difende l’americanità verace, impegnato in una lotta solitaria per impedire che forze segrete entro il governo costringano centinaia di milioni di americani a sottomettersi ad un nuovo ordine etc. etc. Segue un farneticante sproloquio ideologico. Ricordo dalla lettura del brano che questo signore  gira sempre portando con sé delle armi, e che uno dei suoi passatempi preferiti è quello di sparare a barattoli vuoti, all'interno della sua proprietà. Immaginiamo cosa possa succedere al poveraccio che per caso e senza cattive intenzioni violasse quei sacri confini.

Poi trovo in un numero vecchio dello stesso giornale, 6 settembre 2012, una notizia sulla vita privata del Presidente Obama, che aggiunge qualche particolare alla sua vita familiare, la cui immagine, qualcuno ha detto,  tende pericolosamente verso la vecchia pubblicità del mulino bianco.

Ecco un ragazzo di diciannove anni, Luther, un adolescente timido vissuto con sua madre in Illinois  che, durante il convegno di Charlotte, è stato visto spesso accanto al Presidente, suo padre. Nacque nel 1993, da Andrea Platcher, quando lui era un giovane professore di diritto. Il presidente ha mantenuto rapporti costanti anche se non frequenti, con questo figlio. Un rapporto difficile, i due spesso in contrasto alla ricerca di un terreno comune, data la scarsa motivazione del ragazzo agli studi ed al successo personale ed accademico. Difficoltà superate, nel tentativo di recuperare il tempo perduto.

Il Presidente ha appena prestato il solenne giuramento per il suo secondo mandato presidenziale. Ci auguriamo che riesca veramente a portare avanti in maniera concreta il suo impegno per l’uguaglianza. Semplicissimo ed efficace il soggetto del suo slogan più recente: “We , the people…”, noi i protagonisti delle scelte della vita politica.

 

Emanuela Medoro

 

Nota della Redazione

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