Un lettore scrive
 
 
di Biagio Maimone
 
Caro Berlusconi,
sono certo che Lei sia  a conoscenza del fatto che  milioni di cittadini italiani non possono accedere ad alcun finanziamento in quanto sono segnalati nelle "banche dati " come " cattivi pagatori"  o come "protestati " perché  insolventi a causa delle gravi problematiche economiche in cui sono incorsi .
Essi sono etichettati come "cattivi pagatori " in quanto hanno  pagato in ritardo le rate dei finanziamenti contratti con gli Istituti  bancari  o  con le Finanziarie e come  "protestati" in quanto hanno  emesso degli assegni bancari o postali senza la dovuta copertura. 
Si tratta di quasi 7 milioni di italiani , i quali, a causa  di tali segnalazioni, non possono accedere al credito bancario. 
Non vi è dubbio che si tratti di una piaga sociale che nessuno, neppure  il governo attuale , ha preso in considerazione. 
Gli italiani sono poveri,  anche e soprattutto,  a causa dell'indebitamento, ma di esso nessuno si prende cura , quasi fosse una colpa o un reato.
Occorre dare una chance a tale fascia di italiani , sicuramente non esigua,  a cui non può essere negato un aiuto istituzionale.  
E' facile aiutare altre fasce di poveri ,  proprio in quanto non viene ad essere intaccato il ruolo delle banche . 
Tuttavia, se le persone indebitate sono troppe , l'economia certamente non potrà ripartire , come viene auspicato . 
Se ne occupi Lei , Caro Berlusconi, e vedrà  quanto riconoscente sarà il popolo italiano per il Suo impegno su tale versante.  
Difatti, quasi tutti i cittadini, basti fare un'indagine accurata,  si sono indebitati per far fronte alla crisi economica.
E' su tale piano che occorre dirigere l'attenzione delle Istituzioni, proprio  in quanto un popolo indebitato, al di là del reddito di cittadinanza,  rimarrà stretto in un groviglio dal quale , senza un aiuto specifico, non saprà districarsi. L'indebitamento è la vera causa dell'impoverimento dello Stato italiano . Perché allora  tacere tale problematica?  
Occorre , pertanto, in via prioritaria, per risolvere la piaga della povertà, reintrodurre nel circuito economico gli indebitati , i quali sono cittadini che non possono produrre reddito in quanto devono far fronte alla restituzione del denaro loro prestato ed hanno le mani legate in quanto la loro possibilità di produrre economia, attraverso il circolo del denaro,è stata inibita. Essi sono cittadini "passivi" dal punto di vista economico, in quanto non incrementano  l'economia , ma , per quanto loro attiene , ne inibiscono la crescita, Purtroppo, gli indebitati sono moltissimi e, pertanto, grande è l'ambito del decremento economico.
Se è vero che l'Italia deve rinascere economicamente , occorre , innanzitutto , occuparsi dell'indebitamento dei cittadini .
Chiedo, fiducioso,  a Lei di prendersi cura di tale doloroso fenomeno sociale ed economico,  in quanto uomo politico. E' indiscutibile che il governo attuale non ha tenuto in considerazione , nell'affrontare il problema della povertà , il fenomeno allarmante dell'indebitamento  sempre più crescente.
Si faccia promotore nell'indire  un referendum per riabilitare chi è stato escluso , mediante  il quale si chiede di azzerare tutte le segnalazioni  presenti nelle  "banche dati "
Si tratta di  una sanatoria per riammettere nell'ambito economico gli indebitati  senza via di uscita, offrendo loro  una seconda  possibilità. Non si tratta di darla vinta ai furbetti, perché di furbetti sicuramente non si tratta, ma solo di persone cadute in povertà, per i quali è necessario  azzerare il passato debitorio  mediante una legge che consenta ai cittadini  indebitati di rientrare nel circolo dell' economia italiana. Tale  referendum non solo sarà votato ed approvato da tutti i cittadini  italiani , ma Le garantirà, Gentile Berlusconi ,  di recuperare il consenso perduto .
Da buon liberale Lei è consapevole della necessità di incrementare il flusso del denaro,  che è inibito dal  dramma dell'impoverimento dovuto,  anche ed in modo precipuo, all'indebitamento allarmante di tanta parte della popolazione italiana .
Necessità,  inderogabilmente, un referendum che proponga l'azzeramento delle segnalazioni  presenti nelle banche dati e nelle Camere di Commercio . 
Ripartire da zero per gli indebitati permetterebbe  di far  ripartire  l'economia ed i mercati italiani . Sono certo che tale proposta sarà oggetto di una sua attenta riflessione.

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