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  Ecco la ricetta per combattere efficacemente l’evasione fiscale

 di Fortunato Vinci

 (ASI) “Eurolandia incalza l’Italia: subito le misure sulla crescita”, titola Repubblica del 22 ottobre. E’ l’ennesimo invito a far presto perché la situazione precipita, ma Silvio Berlusconi tentenna e dice che non ci sono i soldi per varare la manovra economica.

Qualcuno propone di (s)vendere i gioielli di famiglia, cioè quasi tutto il patrimonio dello Stato. E non si fa niente per evitare gli sprechi e ridurre  quella vergogna che è rappresentata dal finanziamento ai partiti (anche quelli che non esistono più) e che per pudore lo chiamano rimborso elettorale. Ma non si fa niente nemmeno sul fronte dell’evasione fiscale, a parte quegli spot demenziali,  che ammonta - dicono - a 160 miliardi di euro. Se sanno fare i calcoli, sapranno – immagino – anche chi e come evade, ma al di là di questo, io la ricetta per combattere, veramente ed efficacemente, il fenomeno ce l’ho ed è anche semplicissima. E non pretendo nemmeno i diritti per il copywriter. Mi è venuta in mente pensando che il pescivendolo non mi aveva rilasciato lo scontrino, così come aveva fatto il fruttivendolo ed anche il barista, per non parlare del bagnino, del falegname e del muratore. Una pacchia per tutti. E’ veramente insopportabile, soprattutto adesso che ci chiedono altri, ormai insostenibili sacrifici a noi che i tributi li paghiamo fino all’ultimo centesimo. Allora provo a suggerire una legge miracolosa, concepita così: “Nei confronti di tutti coloro che - svolgano attività commerciale o esercitino la libera professione - sono tenuti al rilascio dello scontrino, delle ricevuta o delle fattura che non provvedano al rilascio del documento fiscale, come previsto dalla normativa vigente, è inflitta la contravvenzione di 1.000 euro e la sospensione della licenza (o dall’Albo se si tratta di professionista, come avvocato, medico, commercialista, ecc.) di 15 giorni. In caso di recidiva, le pene sono raddoppiate. Nel caso la trasgressione dovesse avvenire per la terza volta, ci sarà il ritiro definitivo della licenza o la cancellazione del professionista dall’Albo “. Eccola, già pronta, basta solo approvarla. Con una legge di questo tipo tutti pagherebbero le imposte e per una ragione semplicissima: perché non sarebbe più conveniente non rilasciare lo scontrino o la fattura. Il “miracolo” avverrebbe immediatamente, senza nemmeno fare quella pubblicità che è un insulto all’intelligenza dei cittadini. Ognuno capirebbe  da solo che sarebbe più conveniente pagare quanto dovuto, ma i politici  attuali sono in grado di approvare una legge di questo genere? Credo proprio di no. D’altronde tutti gli evasori fiscali, piccoli e grandi, sanno a chi votare per essere tutelati, tanto è vero che l’unica proposta in merito è quella del condono: come volevasi dimostrare.

Ecco come

 Lo stato confusionale in cui si trova Silvio Berlusconi e la sua maggioranza nel tentativo di definire una manovra economica in qualche modo efficace e credibile, preoccupa un po’ tutti perché sono ormai in tanti a non credere alle capacità taumaturgiche del premier e prevedono un possibile crollo per il nostro Paese. ”Viviamo - è stato detto autorevolmente a Cernobbio, nel forum Ambrosetti - con l’angoscia di un default dell’Italia”. Mentre tutto questo accade si elaborano, ogni giorno, ricette nuove per tutto e per tutti in particolare per combattere – così dicono – l’evasione fiscale. Da questa “lotta” dovrebbero arrivare risorse cospicue che potrebbero ridurre drasticamente il nostro pesantissimo debito che viaggia sui 1900 miliardi di euro, con un costo, per interessi, di 70 miliardi di euro l’anno. Così è arrivato perfino lo spauracchio delle manette. Il solito bluff. Perché tutti sanno che le carceri sono sì stracolme ma di poveri cristi, ai ricchi e potenti, nella peggiori delle ipotesi, si danno gli arresti domiciliari. Ma quando? Quando si nasconde – questo dice il titolo del Corriere della Sera di oggi, mercoledì, il 30 per cento del fatturato. Così non si combatte l’evasione, si faranno arricchire, quando (raramente) capiterà di scoprire qualcuno, avvocati e commercialisti e intasare gli uffici tributari. La repressione è impresa disperata nel nostro Paese. Basta vedere i risultati che si ottengono con la lotta alla mafia. Invece c’è una ricetta miracolosa, da usare subito che serve a prevenire il fenomeno ed è l’unico modo per contenere o addirittura far scomparire l’evasione fiscale. Ecco la legge miracolosa, concepita così: “Nei confronti di tutti coloro che - svolgendo attività commerciale o esercitando la libera professione - sono tenuti al rilascio dello scontrino, delle ricevuta o delle fattura che non provvedano al rilascio del documento fiscale, come previsto dalla normativa vigente, è inflitta la contravvenzione di 1.000 euro e la sospensione della licenza (o dall’Albo se si tratta di professionista, come avvocato, medico, commercialista, ecc.) di 15 giorni. In caso di recidiva, le pene sono raddoppiate. Nel caso la trasgressione dovesse avvenire per la terza volta, la legge preveda il ritiro definitivo della licenza o la cancellazione del professionista dall’Albo. Con una legge di questo tipo tutti pagherebbero le imposte ed il miracolo avverrebbe immediatamente, senza nemmeno fare quella pubblicità demenziale che è un insulto all’intelligenza dei cittadini. Ognuno capirebbe  da solo che non sarebbe conveniente evadere, ma i politici  attuali sono in grado di approvare una legge di questo genere? Credo proprio di no. D’altronde tutti gli evasori fiscali, piccoli e grandi, sanno chi si batte per difenderli in arlamnetoaffidarsi per favorire l’evasione, come vediamo tutti, ogni giorno, in ogni angolo del nostro sciagurato Paese.

 Fortunato Vinci  Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

 

 

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