(ASI) - La "Troika" si occupa dei piani di salvataggio dei Paesi all'interno della zona euro il cui debito pubblico è in crisi, concedendo prestiti ed esigendo in cambio politiche di austerità.

Ed è quello che è successo alla Grecia 8 anni fa. Oggi la crisi greca è in dirittura di arrivo grazie all’alleggerimento del debito pubblico concesso dall’Unione Europea. Dal 2010, attraverso tre diversi piani di salvataggio, la Grecia ha ricevuto 274 miliardi di euro sotto forma di prestiti a condizioni favorevoli. Dopo una lunga recessione, l’andamento dell’economia è tornato positivo con un 1,4% in più nel 2017 e sempre nello stesso anno, si è registrato un PIL positivo dello 0,8% rispetto all’alto deficit registrato negli anni precedenti. La disoccupazione è scesa fino al 21,5%, anche se la cifra resta molto elevata rispetto agli altri Paese dell’Eurozona; senza considerare l’alta percentuale di migrazioni all’Estero della popolazione, soprattutto per quanto riguarda i giovani: il 35% ha lasciato la penisola ellenica dall’inizio della crisi. La Grecia deve comunque continuare ad adottare misure per sostenere questa ripresa economica ma l’Eurogruppo ha ufficialmente promosso Atene che riconquista così la propria sovranità finanziaria. Il commissario agli affari economici Pierre Moscovici ha commentato così questo importante traguardo: “Questo è un momento storico per la Grecia e per l'Eurozona". L'accordo raggiunto nella notte scorsa garantisce alla Grecia l'ultima tranche di aiuti da 11 miliardi mentre tutte le scadenze dei prestiti sono state allungate di dieci anni. E Alexis Tsipras? Dopo essersi battuto tanto per evitare l’austerità europea, è stato costretto ad accettarne le politiche impostegli e a chiedere aiuto ai creditori internazionali. Ma tutti gli sforzi fatti hanno dato i loro risultati. Nell’ultimo incontro con i suoi capigruppo è stato “costretto” a mettersi la cravatta perché, all'inizio del suo primo mandato da premier, promise che l’avrebbe messa solo quando la sua Nazione avesse risolto il problema del debito.

 

Claudia Piagnani -  Agenzia Stampa Italia

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