(ASI) Abruzzo - Ormai da nove anni, si commemora, l'11 Agosto, l'anniversario della dipartita di Giacinto Auriti col percorso a tappe,

denominato "Sulle Orme di Auriti", tra i luoghi della sua terra e della sua vita a lui più cari. Ad ogni tappa vengono ricordati degli aneddoti del prof.Auriti che hanno caratterizzato la sua presenza in quel luogo. Si parte dalla spiaggia di Casalbordino dove il professore trovò un fondo di bottiglia con impressi tre numeri: 5 - 13 - 69. Questi numeri li mandò a giocare dalla moglie al Lotto e le diede 10.000 lire. Nei primi anni '70  del Novecento, 10.000 lire avevano un grosso valore e la moglie preoccupata di perdere tutti quei soldi ne giocò solo 1.000; uscì un terno secco con il rammarico di non aver giocato tutte le 10.000 lire.

Altra tappa è al santuario della Madonna dei Miracoli di Casalbordino, dove ogni anno accoglie gli auritiani padre Colombano che divenne amico intimo e confessore di Auriti. Padre Colombano conobbe Auriti proprio nei periodi di villeggiatura di quest'ultimo a Casalbordino. Fu lo stesso Auriti a raccontargli della vincita al Lotto. Il sacerdote riconobbe in due dei tre numeri giocati la data della Madonna di Fatima: 13 e 5 ( 13 maggio ) e disse ad Auriti che quello era stato un segno della Provvidenza. Fu così che Auriti decise di far costruire una chiesa sui suoi appezzamenti terrieri a Sant'Eusanio del Sangro e dedicarla alla Madonna di Fatima. Padre Colombano ricorda ogni anno ai partecipanti la grande figura umana e cristiana di Auriti, la sua bontà d'animo e di spirito servile. Una caratteristica che ha accompagnato Auriti per tutta la  vita dandogli la forza in quella che lui chiamava la “Guerra del Sangue contro l'Oro”.

La terza tappa è alla chiesetta della Madonna di Fatima a Sant'Eusanio del Sangro dove è stata intitolata una piazza al compianto professore, proprio davanti il sagrato della chiesa. All'interno della Chiesa è conservato in un medaglione in ferro battuto il famoso fondo di bottiglia.

Da Sant'Eusanio si va alla volta di Guardiagrele dove si fa visita al monumento al Simec posto all'ingresso della città. Visita alla cappella dove è conservata la salma di Auriti e poi in città a Largo Auriti e visita sotto la casa di famiglia del professore dove campeggia ancora lo striscione “L'EURO DI CHI E' ?”

Quest'anno, gli auritiani hanno avuto la fortuna di essere ospitati in casa dall'intera famiglia di Auriti, la moglie, i figli ed i nipotini e con loro si è concluso l'annuale percorso “Sulle Orme di Auriti”.

Cristiano Vignali – Agenzia Stampa Italia

 

 

 

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