(ASI) Ancora dati preoccupanti circa l'occupazione in Italia: a lanciare l'allarme questa volta è l’Ires CGIL, Istituto di Ricerche Economiche e Sociali.
La disoccupazione. Per l'Ires, nel quarto trimestre 2012, la disoccupazione si attesta a 2 milioni 950 mila unità, in aumento dell'11,2% (+297mila unità) su base annua. Il tasso di disoccupazione giovanile (16-24 anni) vola a marzo al 38.4%, con un incremento molto marcato sia rispetto a febbraio (6 decimi di punto) che rispetto a marzo 2012 (+3.2 punti).Più della metà dell’aumento della disoccupazione è coperto da persone con almeno 35 anni (+297 mila rispetto al quarto trimestre 2011). Nel quarto trimestre 2012 il tasso di disoccupazione è all’11.6% (+2 punti percentuali rispetto allo stesso trimestre 2011). Quello maschile, crescente per il quinto trimestre consecutivo, raggiunge il 10.7%, mentre quello femminile, in aumento per il sesto trimestre consecutivo, sale al 12.8%. L'inattività. Per il sesto trimestre consecutivo si registra una diminuzione significativa del numero di inattivi in età compresa tra 15 e 64 anni (-3.2% su base annua, pari a -465 mila unità), più consistente nel Centro (-4.1%, - 105 mila unità) e nel Mezzogiorno (-4.2%, pari a -285 mila unità). La caduta tendenziale del numero di inattivi è imputabile esclusivamente alla componente italiana (-549 mila), soprattutto femminile (-359 mila), a fronte di un ulteriore incremento di quella straniera (+84 mila). Le forze lavoro potenziali. Nel quarto trimestre 2012 la forza lavoro potenziale contava 3 milioni e 229 mila persone e il rapporto con la forza lavoro era al 12.5%, un primato europeo. L’area della sofferenza occupazionale. Si tratta delle stime relative alla popolazione in età da lavoro (15-64 anni) disoccupata, scoraggiata, disponibile a lavorare o in cassa integrazione.Secondo le statistiche del mercato del lavoro diffuse dall'Ires, nel quarto trimestre 2012 tratteggiano un quadro molto allarmante: L’area della sofferenza aumenta notevolmente rispetto al quarto trimestre 2011 (+650 mila, +16.6%) e interessa 4 milioni e 570 mila persone. L’incremento rispetto al quarto trimestre 2007, quando l’area della sofferenza contava “soltanto” 2 milioni e 686 mila persone, è del 70.1%, equivalente a poco meno di 1 milione e 900 mila unità. L’occupazione e il disagio di chi lavora. In questa sezione vengono analizzati i dati relativi all’insieme dei dipendenti temporanei e dei collaboratori di 15-64 anni che riferiscono di lavorare a tempo determinato perché non hanno trovato un impiego a tempo indeterminato e degli occupati che svolgono un lavoro a tempo parziale perché non hanno trovato un lavoro a tempo pieno.Secondo l'Ires l’area del disagio è sempre crescente dal 2007, alimentata soprattutto dal part-time involontario che è quasi raddoppiato nell’arco degli ultimi cinque anni: nel IV trimestre 2012 la consistenza dell’area è stimata in 4 milioni e 175 mila unità, con un incremento del 4.2% nell’ultimo anno (+168 mila persone) e del 28.6% rispetto allo stesso trimestre del 2007 (+927 mila).
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