(ASI) Roma. Sta per volgere al termine il “mese felliniano” del Margutta RistorArte, in via Margutta 118, che si è aperto il 6 maggio e si concluderà lunedì 16 giugno.

Più di cinque settimane di grandi eventi e di “cene felliniane”, di rappresentazioni teatrali e art live show, di melodie cinematografiche e aste benefiche. Tanti gli ospiti che sono intervenuti: il Maestro Nicola Piovani, gli attori Marco Falaguasta, Nicola Pistoia e Beppe Convertini, le attrici Samya Abbary, Iris Peynado e Maria Rosaria Omaggio, il giornalista Claudio Brachino. E poi Rossella Brescia, madrina del vernissage, il coreografo Luciano Cannito, il truccatore Francesco Freda e tanti altri amici.

Un’occasione importante, addirittura doppia, che ha consentito di ricordare i 20 anni dalla morte del regista, e i 50 anni dalla vittoria dell’Oscar per “8 e ½”. L’appuntamento con Federico era da tempo nelle intenzioni di Tina Vannini essendo il marito Claudio Vannini legato al regista da ricordi personali. Fellini infatti, che abitava alla porta accanto dove si legge la targa che lo commemora, è stato negli anni Ottanta un assiduo frequentatore del vegetariano di via Margutta e molti sono gli aneddoti che ancora circolano ricordandone l’eccezionale presenza.

La mostra “Sotto casa di Federico”, curata da Francesca Barbi Marinetti e organizzata da Tina Vannini, raccoglie trenta opere ad inchiostro di china che per l’occasione l’artista Roberto Di Costanzo ha dedicato all’immaginario felliniano. La mostra, ad ingresso libero, sarà visitabile sino al 16 giugno, e gode del patrocinio del maestro Pierre Cardin, del Centro Sperimentale di Cinematografia,  e di Editions Nomades.

“Credo che questa mostra di Roberto Di Costanzo – spiega la curatrice Francesca Barbi Martinetti - sia riuscita ad emozionare il pubblico perché ha saputo recuperare quelle visioni felliniane che sono borderline tra sogno e infanzia. Nei disegni a china di Roberto c’è la cucitura magica che Fellini operava tra libertà di immaginazione e la cognizione delle cose. “Il visionario – diceva Federico Fellini – è l’unico grande realista”. Con un omaggio ai luoghi e ai celebri personaggi del cinema felliniano, Di Costanzo ci racconta questo. Con garbo, eleganza e poesia coglie il senso leggero e acuto di uno stile che volteggia tra immaginazione e realtà e si sofferma a raccontare il mondo come dovrebbe essere piuttosto che come è”.

“Il mio sentimento di ricordo e stima verso il Maestro Federico Fellini – dichiara l’artista Roberto Di Costanzo - non è passato solamente attraverso la notti confusionarie di poesia e disegno durante la creazione delle opere, ma anche attraverso lo straordinario vivaio di persone, appassionati, amici del regista, amanti del disegno, che hanno reso, con il loro affetto ed il loro interesse, questa mostra un vero appuntamento con l'arte, la bellezza e la romanità cara a noi tutti.

Lunedì 16 giugno, a conclusione del “mese felliniano”, andrà in scena lo spettacolo teatrale “Sotto casa di Federico - Omaggio a Fellini”. La performance, con la regia di Francesco Sala, si svolge in quattro blocchi, quattro come le portate della cena, da 20 minuti, accompagnati dalla presenza fondamentale della musica, con l’attore Tommaso Lazotti, con l’attrice Annalisa Meliota, con Raffaella Siniscalchi, cantante di Piovani e di Morricone, al pianoforte Antonio Nasca, alla tromba Duilio Fanelli e con la “straordinaria” partecipazione della piccola Anita Sala, nel ruolo del clown felliniano. Durante la cena sarà servita una “cena felliniana”.

 “Chi ama Fellini .– spiega il regista Francesco Sala - ha con lui una "conversazione continuamente interrotta", direi medianica, fatta di amore, discrezione, delicatezza, visioni, rispettose domande sulla creatività e la libertà dell'artista. Il nostro omaggio lascia parlare il Maestro dei temi a lui più cari: Roma, Rimini, la provincia e la città, le donne, i sogni, il circo e quella "baracca"(così definiva il suo cinema). La nostra è appunto una libera conversazione senza censure, un sentito omaggio al sommo regista-burattinaio, che con la sua scomparsa ha lasciato un grande vuoto in tutti quelli che amano la sua arte e il suo genio. Lo spettacolo prende spunto da alcuni racconti inediti, i suoi sogni: facciamo parlare lui, trovando spunti preziosi nelle interviste da lui rilasciate. Immaginiamo una libera conversazione tra un Federico giovane, impersonato da Tommaso Lazotti, protagonista del film di Ettore Scola, e un Fellini più adulto, da me interpretato”.

 

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