(ASI) “Sul vaccino, se posso essere provocatorio, dovremmo svolgere questo studio in Africa, un po’ come è stato fatto con le prostitute nella ricerca sull’Aids. In Africa non ci sono maschere, né mezzi per far fronte a questa pandemia”, questo ha detto il primario della rianimazione dell’ospedale parigino di Cochin, Jean Paul Mira, al canale All News francese LCI.

 “Una riflessione è proprio in corso per attuare questo tipo di approccio sul continente africano” gli ha fatto eco un altro medico Camille Locht.

 L’organizzazione Mondiale della Sanità ha giudicato le loro dichiarazioni razziste. Queste affermazioni hanno infiammato i social network. Sono scesi in campo alcuni famosi atleti africani per condannare le esternazioni dei due medici francesi. Per esempio, anche le stelle del calcio Didier Drogba della Costa D’Avorio (oggi candidato per la presidenza della Federazione ivoriana di Calcio) e Samuel Eto’o del Camerun, sono fra coloro che hanno criticato i due sanitari transalpini.

 Questa informazione è diventata subito virale su tutti social. Una diffusione massiccia ed incontrollata tale da cambiarne anche il contenuto originale. Infatti, riportiamo una  provocazione apparsa in rete in cui si legge: "Gli occidentali vogliono sperimentare un vaccino in 25 nazioni in Africa."

Gli effetti di questa  fake news ha portato molti Governi africani a smentire questa falsa notizia.  Agenzia Stampa Italia ha sentito il direttore generale della sanità della Costa d’Avorio il professor Mamadou Samba (nella foto) che ha affermato: “Qui da noi, nessuno test per il vaccino covid-19 in Côte d’Ivoire, approfitto per informare che ad oggi abbiamo 638 casi confermati, 114 guariti e 6 decessi."

Contrariamente alle informazioni che circolano in rete  relative ad un eventuale test per il vaccino, quasi tutte le autorità dei Paesi africani hanno categoricamente smentito questa falsa notizia.

In Africa su 52 nazioni i casi di coronavirus confermati sono: 16.405, di cui 880 decessi, e 3.208 guariti. Le nazioni, le più colpite  sono Sudafrica 2.415 casi, Egitto 2.350 casi e l’Algeria con 2.070 casi. 

Laurent De Bai

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