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(ASI) Non più clandestini, ma migranti; non più sbarchi, ma approdi. Intervista a Peppe Zambito, direttore artistico di Approdi culturali a Torre Salsa.

Torre Salsa, la bellissima riserva naturale di Siculiana, è stata protagonista di uno degli eventi più importanti della stagione estiva: Approdi Culturali a Torre Salsa. Gli ingredienti c’erano tutti, dai libri alla musica, dalle mostre d’arte alle degustazioni e una cornice mozzafiato che la natura ha offerto ai numerosi ospiti delle serate organizzate da “Siculiana Cultura”. Tutto ha funzionato alla perfezione. Sotto la guida attenta del direttore artistico Peppe Zambito, ogni spazio, ogni momento è perfettamente riuscito. Dapprima gli ospiti sono stati rapiti da uno straordinario spettacolo della natura, poi conquistati da un’affascinante alternanza di parole e musica, di arte visiva e degustazioni tipiche. Un susseguirsi di momenti, un continuo muoversi dentro i vari spazi che ha rappresentato il punto di forza della manifestazione, che ha favorito un reale coinvolgimento di pubblico, relatori, scrittori, artisti, ognuno ha aggiunto, tutti hanno condiviso.

A condurre le conversazioni letterarie Daniela Gambino e Anna Burgio: entrambe scrittrici, entrambe capaci di affrontare le tematiche proposte con grande professionalità, sono riuscite a mantenere il tono informale della conversazione senza perdere di vista l’approfondimento delle tematiche e il coinvolgimento del pubblico. Dentro i muri in pietra è stata allestita “La galleria sul mare” che ha accolto scultori quali Salvatore Rizzuti e Giuseppe Agnello, la magia della carta del maestro Rosario Bruno, le bellissime foto di Salvatore Bongiorno e tanti altri giovani artisti di valore. Inoltre la suggestiva installazione di Antonella Barone: “Il Buddha che guarda il mare”. Il progetto musicale è stato curato da Piera Lo Leggio che ha saputo catturare il pubblico con le sue performance in compagnia di un gruppo di attori e musicisti straordinari. Hanno offerto momenti di intrattenimento di grande emozione. Come di grande emozione è stata la proposta artistica del duo Daniela Carlino e Raimondo Mantione.

L’ Approdo è pienamente riuscito, ognuno ha lasciato un segno sulla grande tela, simbolo di incontro; ognuno ha potuto gettare lo sguardo sul mare mediterraneo e immaginare altri approdi. Uomini e donne, migranti, altri migranti come noi, altri individui alla ricerca di luoghi e mondi nuovi.

Persone che lasciano altri segni, orme. Che portano altre storie e altri odori. Torre Salsa è lì, fintamente immobile, ad attendere, ad attenderci. L'intervista al direttore artistico Peppe Zambito.

Lei è l’ideatore di questo evento, il profondo sud diventa luogo di incontro tra popoli e la cultura il collante.

Torre Salsa si affaccia sul mare Mediterraneo, spiaggia ambita da migranti e da amanti della natura. Un luogo che si presta a rappresentare approdo di incontro tra le persone. Abbiamo voluto promuovere una contaminazione positiva. Una mescolanza di profumi, di lingue, di punti di vista. La cultura come elemento che non si chiude su se stessa, ma che ha la forza propulsiva di coinvolgere, di mettere insieme tutte le forme espressive per comunicare sentimenti e spazi che ci fanno sentire tutti parte di uno stesso mondo.

In contemporanea al vostro evento è avvenuto uno sbarco proprio sulla spiaggia di Torre Salsa...

Un avvenimento che ci ha turbati. La realtà ha preso il sopravvento sulle nostre parole e ci costretti a riflettere sulla distanza profonda tra chi una realtà la immagina e chi la vive. Mentre noi lasciavamo segni colorati sulla “Tela dell’approdo” altre persone lasciavano segni di orme sul terreno, sulla pietra bianca, sulla sabbia finissima. Abbiamo compreso il senso della nostra manifestazione quando, leggendo i giornali locali, non si parlava più di clandestini ma di migranti, non veniva definito sbarco, ma approdo. La cultura può cambiare il linguaggio e il linguaggio aiuta a comprendere meglio la realtà.

Lei parla di cultura come strumento...

Non vuole essere un modo per sminuire la “Cultura”. Il senso va inteso in modo più ampio. Abbiamo tantissime ricchezze, spesso poche conosciute, un’economia che dovrebbe basarsi sul turismo e che invece arranca, vittima e carnefice di una politica dell’assistenzialismo che ha prodotto rassegnazione, demotivazione, fatalismo. Credo profondamente che la Sicilia abbia tutte le qualità per ribaltare questa situazione e uscire da un oscurantismo culturale che l’ha profondamente penalizzata. La cultura è uno strumento per promuovere il territorio e rilanciare l’economia. Con la cultura si può mangiare.

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