(ASI)Giovedì 4 aprile alle 17, nella Sala della fortuna di Villa Giulia, si terrà la conferenza di Alessandro Naso dal titolo Ambre per la dea Intagli in ambra dal santuario di Artemide a Efeso. L’incontro si svolgerà a conclusione della mostra Ambra. Dalle rive del Baltico all’Etruria che, inaugurata il 14 dicembre scorso e già prorogata, ha avuto un largo consenso di pubblico. Essa è stata un’importante occasione per sottolineare l’antico legame che unisce i popoli baltici al nostro paese attraverso l’antica “via dell’ambra”, l’affascinante resina fossile, ricca di virtu’ magiche e terapeutiche tanto apprezzate dagli antichi, la cui origine è legata al mito greco di Fetonte e delle Eliadi, figli del sole.
Alessandro Naso illustrerà i numerosi intagli in ambra baltica (oltre settecento) che facevano parte dei preziosi doni votivi offerti alla dea Artemide e provenienti dagli scavi condotti nel Novecento nel grande santuario di Efeso. I reperti sono attualmente conservati in Turchia, al Museo Archeologico di Selçuk e al Museo Archeologico Nazionale di Istanbul, oltre a un nucleo al British Museum di Londra.
La ricerca in corso ha riscontrato che gli oggetti in ambra erano concentrati nella zona più interna e meglio custodita del tempio, il thesaurós, in quanto residui degli splendidi doni, quali gioielli, vesti ricamate, rare suppellettili in legno con intarsi in ambra, offerti alla divinità dai fedeli, soprattutto nel corso del VII secolo a.C.
Lo studio ha anche posto in evidenza le relazioni tra le cerchie artigianali attive nel santuario della Grecia orientale e quelle dell’Italia preromana; a queste ultime infatti si possono ascrivere alcuni intagli in ambra rinvenuti a Efeso.
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