(ASI) Teramo - Nel pomerigigo di giovedì 10 giugno 2021 si è svolta a Teramo la presentazione dell'ultimo libro dell'avvocato e scrittore Pietro Ferrari, "Cento di questi anni", un romanzo ucronico ambientato a cavallo fra il XX e il XXI secolo, il cui sviluppo storico dell'umanità, partendo dal particolare per arrivare al generale, viene immaginato dal Ferrari in maniera alternativa a quello che è realmente accaduto.
A tal proposito, abbiamo posto alcune domande a Pietro Ferrari per conoscere al meglio la sua ultima opera:
- Ci parli brevemente del suo libro "Cento di questi anni?"
"È la storia inventata di ragazzi e ragazze che inizia nel 1919 e poi, attraverso la loro discendenza, giunge anche ai giorni nostri, fino al 2020. Quindi, tocca cento anni, affrontando i temi cruciali di questo secolo di storia, però in chiave ucronica, quindi attraverso una storia alternativa, perché dal 1936 cambia la storia ufficiale con una alternativa".
- Perché "romanzo ucronico"?
"Perché si utilizza il metodo ucronico, ossia del "Point of Divergence" (POD n.d.r.), facendo avvenire qualcosa che non è mai accaduto veramente, o non si fa accadere qualcosa che è veramente accaduto. Tutto ciò serve a spingerci ad analizzare, riflettere e approfondire il passato. Questo metodo si può applicare a qualsiasi periodo storico e io l'ho applicato al Novecento".
- Cosa vuole comunicare?
"L'intreccio imprevedibile che la macrostoria ha con le microstorie dei singoli personaggi: come si incastrano le vite e le persone con i loro problemi, con la loro indole, con le fasi che si trovano a vivere, a seconda del contesto storico in cui vivono che è sempre un contesto diverso che cambia con i tempi".
- Qual è la sua visione del mondo in definitiva?
"Studiare la storia e anche riflettere sulle potenzialità che ci sono nel fluire del tempo per avere un occhio il più possibile attivo e consapevole del presente".
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