Giornale multimediale Agenzia Stampa Italia Notizie, Sabato 5 Aprile 2025 - ore 03:32:39
Lorenzo Tomasin: “Il caos e l’ordine. Le lingue romanze nella storia della cultura europea”, Einaudi

Lorenzo Tomasin(ASI) Il testo che si presenta è un agile quanto denso saggio di linguistica che parte da un presupposto decisamente spiazzante. Ciclicamente si assiste alla solita, e spesso sterile, polemica sull’utilità dello studio del latino nelle nostre scuole, essendo considerata la lingua di Cicerone una “lingua morta”. Lorenzo Tomasin, con una tesi tanto interessante quanto paradossale, interpreta le lingue romanze non come derivate dal latino ma come “la sua (del latino) varia trasformazione nel tempo e nello spazio” (pag. 6).

A sostegno di questa tesi riporta un esempio interessante: il 10 giugno 1898 moriva Tuone Udaina, l’ultimo uomo al mondo a parlare il dalmatico, una lingua neolatina che con lui si estinse. Noi però non solo non conosciamo l’ultimo uomo a parlare latino che certifichi, in tal modo, la morte di questa lingua, ma milioni di persone nel mondo parlano “lingue romanze [che]… altro non sono che il latino stesso nella sua naturale e ininterrotta sopravvivenza attraverso il tempo e lo spazio” (pag. 7). Il latino quindi non è morto ma si è semplicemente trasformato ed è sopravvissuto nelle lingue romanze in cui continua a operare, a manifestarsi e a trasformarsi.

A partire da questa interessante tesi che supera d’un colpo le discussioni sull’insegnamento del latino (studiare ad esempio il castigliano vuol dire studiare una moderna e particolare manifestazione del latino!), l’autore ci conduce con precisa e stimolante ricostruzione sia attraverso la storia della linguistica romanza sia attraverso i molti tentativi di interpretazione del fenomeno linguistico in senso ampio. Le lingue ci appaiono così come un mutevole, proteiforme sempre inafferrabile fenomeno di cui la ragione umana fatica a venirne a capo; come suggerisce il titolo siamo di fronte a un “caos” linguistico che gli studiosi cercano di ricondurre a un “ordine”. Da un lato il tentativo di regolare la parlata all’interno di schemi e regole, dall’altro la quotidiana espressione, spesso non particolarmente attenta alle regole ma che, altrettanto spesso, sulla lunga durata, crea, con l’uso, nuove regole, nuove parole, nuove costruzioni non previste dalle sistematizzazioni regolatrici.

Il testo quindi si articola, coerentemente, intorno ad una serie di capitoli (analogia/anomalia, diastole/sistole, lessico/grammatica, eccezione/regola, antico/moderno, natura/storia) in cui emergono polarità in tensione tra loro, con molte sfumature intermedie, ma che insieme tentano di rendere conto di quel processo per certi versi sorprendente che è il linguaggio umano. Sotto gli occhi del lettore scorre così sia l’affascinantissima storia della riflessione sulla lingua latina e sulle sue sopravvivenze moderne, sia, con finezza di ricostruzione e passione mai prevenuta, i dibattiti, gli scontri, gli approfondimenti, le conquiste della linguistica in generale. Questi due diversi filoni sono sapientemente declinati all’interno delle polarità poc’anzi indicate e rendono vivace e piacevole la lettura di un testo originalmente fecondo di riflessioni. Due piccole annotazioni a margine.

Il libro termina con un motivato rovesciamento di quello che è un presupposto di molta linguistica: non solo la lingua è storicamente determinata, ma è la storia stessa ad essere un fenomeno linguistico. Una tesi interessante che andrebbe collocata, ma il taglio strettamente linguistico del saggio ovviamente non lo permette, in tutto l’amplissimo panorama filosofico del Novecento ove non solo l’ermeneutica assume un ruolo filosofico centrale nel pensiero di vari autori (Heidegger, Gadamer, Wittgenstein, Ricouer e molti altri) ma si riconosce espressamente che “il linguaggio non è solo una delle doti di cui dispone l’uomo che vive nel mondo; su di esso si fonda, e in esso si rappresenta, il fatto stesso che gli uomini abbiano un mondo” (Gadamer, “Verità e metodo”).

La seconda riflessione attiene più alla discussione sulle lingue neolatine. Tomasin cita un grande e mai abbastanza studiato autore tedesco del Novecento: Ernst Robert Curtius. L’opera di Curtius con la sua investigazione accuratissima dei cosiddetti “topoi” (metafore e temi ricorrenti) nella letteratura latina, nel periodo che va dal V secolo a Dante, rappresenta uno snodo fondamentale sia nella conferma della originale tesi secondo cui il latino non è mai morto, sia nella riemersione di un sostrato culturale comune a tutta l’Europa che ancor oggi, molto spesso a nostra insaputa, agisce nel nostro operare, plasmandolo in caratteri che superano l’ambito delle lingue nazionali e assurgono a peculiarità europee.

Nicola F. Pomponio

cover Tomasin

ASI precisa: la pubblicazione di un articolo e/o di un'intervista scritta o video in tutte le sezioni del giornale non significa necessariamente la condivisione parziale o integrale dei contenuti in esso espressi. Gli elaborati possono rappresentare pareri, interpretazioni e ricostruzioni storiche anche soggettive. Pertanto, le responsabilità delle dichiarazioni sono dell'autore e/o dell'intervistato che ci ha fornito il contenuto. L'intento della testata è quello di fare informazione a 360 gradi e di divulgare notizie di interesse pubblico. Naturalmente, sull'argomento trattato, il giornale ASI è a disposizione degli interessati e a pubblicare loro i comunicati o/e le repliche che ci invieranno. Infine, invitiamo i lettori ad approfondire sempre gli argomenti trattati, a consultare più fonti e lasciamo a ciascuno di loro la libertà d'interpretazione

onSquarta.jpg

Ultimi articoli

Gasparri (FI): giudizio positivo di FI sul decreto in materia di sicurezza

(ASI)“Giudizio positivo di Forza Italia sul decreto in materia di sicurezza varato oggi dal Consiglio dei Ministri. Che non solo non vanifica il lavoro parlamentare sin qui svolto, ma ...

Marco Rizzo: " La nostra, a Milano a l'unica vera piazza per la pace.

I 5 Stelle? Non sono pacifisti ma opportunisti  hanno salvato la Von Der Leyen e  alle amministrative sono alleati del guerrafondaio Calenda"  Marco Rizzo e Francesco Toscano, leader ...

Sanità, Giordano (Ugl Matera):" Dopo anni di difficoltà, verso una ricostruzione sociale ed economica".

(ASI)"Policoro ripercorre le tappe dell'ospedale dalla sua distruzione alla rinascita. Il segretario provinciale dell'Ugl Matera Pino Giordano ha espresso grande soddisfazione per il traguardo raggiunto che dopo anni di ...

Dl Sicurezza, Molteni: risultato storico per Forze di Polizia e sicurezza italiani

(ASI) Roma – "Il decreto legge Sicurezza approvato oggi in Consiglio dei Ministri, che recepisce integralmente le norme già contenute nel precedente ddl Sicurezza, è un provvedimento storico, epocale, di straordinaria importanza, ...

DL Sicurezza, M5S: modifica Art.31 risultato nostra battaglia

(ASI)Roma,- "Fermo restando lo scempio formale e sostanziale del decreto varato al posto del Ddl e che il testo rimane imbottito di norme inaccettabili, le varie modifiche apportate ...

Emanuele Prisco: "Bene decreto su misure non più rinviabili a tutela di cittadini e forze dell'ordine"

(ASI)"Bene Decreto sicurezza approvato oggi in CDM che contiene importanti e non rinviabili disposizioni a tutela delle forze dell'ordine e a garanzia di maggiore sicurezza nelle nostre città per ...

Sicurezza. Montaruli (FdI): Bene decreto, immediatezza che risponde a esigenze

(ASI) "Bene il decreto sicurezza, entra in vigore, con norme che saranno immediatamente utili a supportare le Forze dell'ordine e cancellare quella predizione di colpevolezza che qualcuno vorrebbe nei loro ...

Dazi, Ricci (Pd): "Al governo del mondo un pensiero sovranista di chiusura del quale vediamo i primi effetti nefasti". "UE unita dia risposte a cittadini e imprese"

(ASI) "La nostra Assemblea cade in un momento drammatico per il mondo. Mentre noi qui discutiamo di buone pratiche su territori, di gestione delle città, le borse stanno crollando. Mai ...

Borghi a Radio Libertà: per i dazi meglio soli che con la Germania

(ASI) Milano  - "Gli squilibri del commercio internazionale che hanno provocato come risposta i dazi di Trump sono stati da noi denunciati in tempi non sospetti. Le cause sono ...

Stefano Valdegamberi: “Sabato 5 aprile, alle ore 15, sarò a Milano, in piazza della Scala per manifestare contro la politica delle armi e della guerra dell’Unione Europea. Ecco il perchè”

(ASI) "Sabato 5 aprile alle ore 15 intervengo dal palco in Piazza della Scala a Milano nella manifestazione contro il riarmo voluto dall’Unione Europea dei pazzi guerrafondai mentre la società, dalla ...